San Giovanni al Sepolcro: simboli, segreti e misteri di una chiesa medievale.

Brindisi. Una città che da sempre è ponte tra Oriente e Occidente, situata in quel bellissimo lembo di terra, stretto tra due mari, chiamato Salento, in Puglia. Una terra millenaria, capace ancora oggi di affascinare con i suoi paesaggi di ulivi e vigneti, con le sue colline, con il suo mare cristallino, e soprattutto con le sue storie e le sue leggende. Tutti i popoli antichi ne fecero tappa fondamentale, dagli antichi micenei fino ai romani e fino al Medioevo, quando la Puglia in generale diviene punto di imbarco privilegiato per la Terra Santa. Brindisi, Trani, Bari, Monopoli, Otranto, Siponto erano porti di fondamentale importanza per i crociati in epoca medievale.

Interno della chiesa San Giovanni al Sepolcro

Oggi per gli amici di Storie di Storia, voglio parlarvi e raccontarvi della chiesa di San Giovanni al Sepolcro in Brindisi, una costruzione medievale dal grande fascino e mistero. Lo farò in modalità racconto, non in modalità di testo accademico. Ho trascorso anni della mia vita a ricercare e studiare questa chiesa medievale, e ad oggi forse sono più i dubbi che le certezze. Quello che però non si può negare è il fascino di questa chiesa, che colpisce visitatori e turisti, nonché è il monumento più visitato della città. La pianta circolare è una sua caratteristica. Costruita ad imitazione della rotonda dell’Anastasis di Gerusalemme, San Giovanni al Sepolcro è tra le copie più fedeli di tutto l’Occidente cristiano. Secondo alcuni fu costruita dopo la prima crociata da Boemondo d’Altavilla, ma in merito non ci sono documenti, secondo alcuni fu costruita prima della prima crociata. Fatto sta che all’XI secolo risalirebbe la prima costruzione.

Leone stiloforo all’ingresso del Tempio di San Giovanni al Sepolcro

Molti hanno sostenuto che la chiesa fu costruita su un tempio pagano di epoca romana, ma ciò è stato smentito ufficialmente dall’archeologia. Difatti durante i restauri del 1992 e 1994-1995 condotti dalla Soprintendenza per i Beni Culturali, è stata messa in luce la struttura di una domus di epoca romana del II secolo d.C. Una ricca residenza, che ha restituito anche pezzi di uno splendido mosaico. Il tempio sorse in una zona periferica della città, in età alto-medievale sono attestati nella zona numerosi butti, e come anche hanno dimostrato gli scavi con il ritrovamento di alcune tombe, la zona venne trasformata in area cimiteriale. Su questa zona della città medievale, venne costruita la chiesa di San Giovanni al Sepolcro. Ma da chi? Ad oggi non è dato saperlo, l’unica cosa certa è che la chiesa era proprietà dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme, così almeno si evince dai documenti ufficiali del 1128-1139-1146 e 1182. A rendere però intrigante la storia di questo tempio, almeno quella ufficiale, è la presenza di simboli che da anni stanno facendo discutere gli storici.

Particolare dello stipite destro del Portale, da cui un Albero della Vita si diparte a partire da un elefante con una coppa sulla spalle

Ho avuto molte discussioni, anche con qualche storico locale in merito a questi simboli che sono presenti in questa chiesa. Si tratta di simboli antichissimi, che hanno una funzione specifica all’interno di una costruzione tanto sacra. Fin da quando mi sono occupato di San Giovanni al Sepolcro essi mi hanno affascinato, mi hanno colpito nel profondo, tanto da volerne indagare i segreti. Sin dall’esterno, dal suo bellissimo portale la chiesa di San Giovanni al Sepolcro ci “parla”. Un bellissimo portale, scolpito con figure antro e zoomorfe, con dee pagane come Cibele e le Nereidi, le mitiche creature il cui mito confluì in quello delle Sirene, ci parla della terra, dell’acqua, i due elementi che a Brindisi sono da sempre presenti. Una città che infatti è cresciuta e si è sviluppata intorno al suo bellissimo porto naturale, circondato da tante terre fertili, cosi come il simbolismo di Cibele ci ricorda sul portale della chiesa di San Giovanni al Sepolcro. Simbolismi che seppur pagani, ci riportano al simbolismo delle fertilità, della Vergine. Questo “inno ala paganesimo” poi sul portale sembra “sconfitto” da due cavalieri, uno occidentale e uno orientale che combattono seguiti infine dal leone che sbrana un ariete e da un drago alato che cava da un lupo un serpente, simbolo del peccato per antonomasia. Il portale infatti, complesso nella sua descrizione, ha come tema centrale la Salvezza dell’Anima dal Peccato, tema che era “di moda” soprattutto per i pellegrini che si apprestavano a compiere il viaggio Oltremare, in Terra Santa.

San Giovanni al Sepolcro. Triplice cinta.

Lo stesso simbolismo della Triplice Cinta, scolpito proprio all’ingresso della chiesa, altro non è che un simbolo di “potenza tellurica”. Esso indica che San Giovanni è un posto speciale, sacro, che come le grandi cattedrali gotiche è costruito alla convergenza di “speciali correnti telluriche”, ma anche un simbolo che rappresenta soprattutto, per l’epoca medievale, i tre grandi cortili del Tempio di Salomone a Gerusalemme. Un luogo sacro quindi, un luogo in cui il pellegrino può meditare e compiere il primo passo verso la Redenzione.

San Giovanni al Sepolcro. Nodo di Salomone.

Anche altri simboli, scolpiti questa volta all’interno della chiesa ci parlano di Redenzione, di questo percorso, a volte interiore che bisogna compiere per giungere alla Salvezza. E’ il Nodo di Salomone, un antichissimo simbolo che rappresenta proprio questo percorso “iniziatico” simbolo di Rigenerazione, di Rinascita fin dai tempi antichissimi. Alcuni attribuiscono questo simbolo esclusivamente ai Cavalieri Templari, ma è un simbolo che si ritrova in tutte le culture, basti pensare alla basilica paleocristiana di Aquileia, dove proprio sul mosaico vi sono rappresentati “Nodi di Salomone”. Un simbolo ricorrente, nei luoghi sacri. Anche se proprio dei Templari ci occuperemo molto presto, soffermandoci proprio sulla loro presenza, discussa da sempre, a San Giovanni al Sepolcro. Bisogna fare alcune precisazioni. Ma continuando nella foresta di simboli che questa chiesa contiene, come non ricordare le tantissime triplici cinte circolari, che sono nel giardino della chiesa, anche questo simbolo della Terra e della perfezione.

Croce templare incisa sulla pietra. San Giovanni al Sepolcro.

Troviamo poi croci scolpite, simboli e codici alfanumerici, specie su una colonna, la cui decifrazione oggi rimane un mistero. Personalmente ho tentato di interpretare questo simbolismo grazie alla cabala ebraica e alla numerologia, ogni numero infatti in tutte le religioni, cristiana inclusa, ha un suo simbolismo. E’ qualcosa che mi ha colpito, una croce composta con quattro quadratini per parte circondata dalle lettere A-M-F, che insieme analizzate hanno portato a “leggere” il segreto di costruzione della chiesa, ovvero l’Ottonario, le Otto Beatitudini.

Pianta di San Giovanni al Sepolcro.

Una cosa ancora più particolare è che il centro esatto della chiesa non si trova centrato perfettamente est-ovest, ma leggermente spostato, di fronte a quello che doveva essere l’altare principale. Oggi il centro della chiesa è segnato per terra, sul pavimento con un colore blu. Da qui l’osservatore, può percepire interamente il luogo, le colonne addossate alle pareti spariscono letteralmente, e ci si trova ad osservare le otto colonne al centro della chiesa. Sembra di stare davvero nel luogo più sacro della Cristianità, ovvero l’Anastasis di Gerusalemme. E’ una situazione che bisogna provare, pervasi quasi da un’energia che si irradia in tutto l’Essere. I Grandi Architetti medievali, sapevano come stupire e ammaliare il visitatore. Chi ha costruito San Giovanni, aveva delle precise conoscenze, ha studiato a menadito la costruzione. Ha voluto che tutti noi, credenti e non credenti, ci fermassimo per una volta di fronte allo splendore divino.

Con il passare del tempo, San Giovanni è divenuto luogo di discordia, di ipotesi formulate, di eventi che irrimediabilmente ne hanno segnato la storia. E’ il luogo più visitato di Brindisi, un luogo dove i turisti oggi si fermano. Se anche permangono i dubbi sulla sua vera origine, se più o meno i Templari li dentro ci hanno messo piede, o meno, fatto sta che San Giovanni al Sepolcro è il simbolo di qualcosa che va al di là della storia, dell’archeologia. E’ un luogo Universale. Un luogo da conoscere, anche nei suoi aspetti più nascosti.
Del suo presunto legame con i Templari ci occuperemo in un prossimo articolo.

BIBLIOGRAFIA
- Giuseppe Moscardino, La chiesa San Giovanni al Sepolcro di Brindisi nella storia dell'arte, Brindisi 1961.
- Benita Sciarra, La chiesa del S. Giovanni al Sepolcro in Brindisi, Brindisi 1962.
- Rosario Jurlaro, I primi edifici di culto cristiano in Brindisi, in Atti del VI Congresso internazionale di archeologia cristiana, Città del Vaticano 1965, pp. 684 segg.,
- Pasquale Testini, Nota per il San Giovanni al Sepolcro di Brindisi, in San Leucio d'Alessandria e l'Occidente. Atti del secondo convegno nazionale su "Il santo patrono" (Brindisi 10-11 novembre 1984), Brindisi 1991, pp. 83–101.
- Sergio Bracco, I Cavalieri del Santo Sepolcro: storia dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e della Chiesa del Santo Sepolcro, Crescentino 1993
- Benita Sciarra Bardaro, La chiesa di San Giovanni al Sepolcro in Brindisi: storia di un restauro perenne, in Studi in onore di Michele D'Elia. Archeologia, Arte, Restauro e tutela, Archivistica, a cura di Clara Gelao, Matera-Spoleto 1996, pp. 558–566.
- Margherita Pasquale, Note sull'apparato decorativo delle chiese brindisine di San Giovanni al Sepolcro e San Benedetto, in San Giovanni al Sepolcro e San Benedetto a Brindisi: un restauro per la città, a cura di Giovanni Matichecchia, Bari: M. Adda, 2001.

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