Seti II: il faraone successore di Merenptah

Seti II (Userkheperura-Setepenra Seti-Merenptah[1], … – 1194/1193 a.C.) fu un sovrano egizio della XIX dinastia.

NARRAZIONE DELLA VITA

Figlio di Merenptah[2][3] (aprile 1273 a.C. pressappoco – 2 maggio 1203 a.C.[4]) e di Isinofret, probabilmente fu a capo del Paese delle Due Terre per quasi sei anni[5] pure se la sua autorità potrebbe essere stata messa in discussione da Amenmose (Menmira-Setepenra Amenmesse-Hekauaset, … – più o meno 1199 a.C.[6]), verosimilmente figlio di Merenptah[7] e desideroso anch’egli di salire sul trono d’Egitto. Essendovi esigue informazioni, gli egittologi non sono in grado di stabilire, in maniera certa, la successione degli ultimi monarchi della XIX dinastia.

Seti II

Ramesse III[8] (Tebe[9], pressappoco 1218/1217 a.C. – Tebe, aprile 1155 a.C.[10]) nella lista degli avi non menziona chi subentrò a Seti II, citando immediatamente Sethnakht (Userkhaura-Setepenra Sethnakht-Meriamonra,  … – 1186 a.C.), suo genitore e primo faraone[11] della XX dinastia. Ad ogni modo, sulla scorta delle datazioni delle opere scultoree ed architettoniche, pare che nella fase finale[12] della sua conduzione politica e amministrativa del Paese delle Due Terre Seti II avesse nuovamente il totale controllo dell’Egitto.

Le informazioni in possesso degli studiosi di egittologia non consentono di sapere se vi fu un conflitto intestino o solamente una contrapposizione politica, pure se è lecito presumere che Amenmose abbia potuto esercitare il proprio dominio soltanto sull’Alto Egitto[13][14]. Moglie di Seti II fu Tausert[15][16] (… – 1189 a.C. più o meno), matrigna[17] di Siptah (Akhenra-Setepenra Ramses-Siptah, 1205 a.C. all’incirca – 1187 a.C. pressappoco), che subentrò al sovrano sopramenzionato. Per alcuni egittologi Seti II si unì in matrimonio pure con Takhat II, dalla quale ebbe Amenmose. Questa ipotesi è da considerare probabilmente errata grazie alla necroscopia, effettuata qualche anno fa, sul cadavere di Seti II sottoposto ad imbalsamazione che ha evidenziato come al suo decesso il monarca egizio avesse circa cinquanta anni, fatto rivelatore che difficilmente potrebbe esservi stato un suo figlio in età tale da cercare di divenire faraone.

Nonostante le avversità che dovette affrontare nel dirigere ed amministrare il Paese delle Due Terre, Seti II restituì all’integrità primitiva ed ingrandì diverse opere di architettura, appropriandosi di quelle edificate da Amenmose e pure da altri sovrani egizi. Infine non vi sono testimonianze scritte di operazioni militari in Palestina, Nubia[18] e Libia da parte di truppe egizie.

Tomba di Seti II

 

SALMA SOTTOPOSTA AD IMBALSAMAZIONE

Il cadavere sottoposto ad imbalsamazione di Seti II venne recuperato nel sepolcro KV35, appartenente al monarca egizio Amenofi II[19] (… – Tebe, 1401/1398 a.C.), della Valle dei Re[20], ma originariamente fu deposto in un altro monumento funebre (KV15), sempre nello stesso luogo di sepoltura.

I resti mortali di Seti II, sbendati dall’anatomista inglese Grafton Elliot Smith[21] più di un secolo fa (5 settembre 1905), indicano che fosse un individuo sulla cinquantina, di 1 m. e 64 cm. di altezza[22]. Il procedimento volto a impedire la decomposizione della salma fu eseguito con grande cura; purtroppo il suo corpo dovette sopportare violenze di ogni genere da parte di predatori di tombe che, desiderosi di trovare oggetti di metallo adorni di pietre preziose e talismani d’oro, spezzettarono il cadavere (in particolare tagliando le parti degli arti superiori comprese tra la spalla e il gomito e le dita) con accette o scuri. La parte destra del braccio compresa tra la mano e il gomito, la mano destra e qualche dito sono andati perduti[23]. Nonostante il violento saccheggio, sono stati ritrovati talismani in maiolica blu, legati con fili di fibra vegetale alle gambe del faraone. La salma sottoposta ad imbalsamazione, violata così come raccontato, fu restituita all’integrità primitiva dopo più di cento anni, nel corso della XXI dinastia, nella circostanza del trasferimento dalla KV15 alla KV35 e nuovamente bendata e avvolta in un ampio lenzuolo funebre sul quale vennero riportati i tristi avvenimenti che riguardarono le spoglie del sovrano egizio.

Particolare della tomba di Seti II

 

BIBLIOGRAFIA

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LOVELLI (28 Febbraio 2017). Merenptah: il faraone successore di Ramesse II. Recuperato il 26 Marzo 2019, da Storie di Storia: https://www.storiedistoria.com/2017/02/merenptah-il-faraone-successore-di-ramesse-ii/;

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[1] Clayton, P. Chronicle of the Pharaohs. London: Thames and Hudson, 1994, p. 158.

[2] Si menziona l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. Merenptah: il faraone successore di Ramesse II; https://www.storiedistoria.com/2017/02/merenptah-il-faraone-successore-di-ramesse-ii/ [28 febbraio 2017].

[3] Bresciani, E. L’Antico Egitto. Novara: De Agostini, 2000, p. 217.

[4] Von Beckerath, J. Chronologie des Pharaonischen Ägypten. Mainz: Philipp von Zabern, 1997, p. 190.

[5] Grimal, N. Storia dell’antico Egitto. Bari: Laterza, 2011, p. 353.

[6] Wente, E.; Van Siclen, C. A Chronology of the New Kingdom. Chicago: Oriental Institute (University of Chicago), 1977, p. 218.

[7] Dodson, A.; Hilton, D. The Complete Royal Families of Ancient Egypt. London: Thames & Hudson, 2004, pp. 178-182.

[8] Per avere informazioni dettagliate su Ramses III è possibile consultare l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. Ramses III: il faraone guerriero; https://www.storiedistoria.com/2014/03/ramses-iii-il-faraone-guerriero/ [14 marzo 2014].

[9] Si menziona l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. Tebe: la città dalle cento porte; https://www.storiedistoria.com/2015/06/tebe-la-citta-dalle-cento-porte/ [3 giugno 2015].

[10] Gardiner, A. La civiltà egizia. Milano: Einaudi, 1989, p. 257.

[11] Cimmino, F. Dizionario delle dinastie faraoniche. Milano: Bompiani, 2003, p. 286.

[12] Aa.Vv. La Grande Storia. vol. II. Milano: RBA ITALIA, 2015, p. 120.

[13] Corrisponde alla parte meridionale del Paese delle Due Terre, iniziando dalla prima cataratta del Nilo.

[14] Schlogl, H. A. L’antico Egitto. Bologna: Il Mulino, 2005, p. 103.

[15] Clayton, P. Chronicle of the Pharaohs. London: Thames and Hudson, 1994, p. 156.

[16] Wilkinson, T. L’antico Egitto. Torino: Einaudi, 2012, p. 347.

[17] Aa.Vv. Le Grandi Civiltà: Egitto. vol. I. Roma: GEDI Gruppo Editoriale, 2019, p. 141.

[18] Territorio coincidente attualmente con l’Egitto meridionale ed il Sudan settentrionale, all’incirca dalla prima cateratta alla quinta cateratta del Nilo.

[19] Si rammenta l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. Amenofi II: il faraone battagliero; https://www.storiedistoria.com/2015/06/amenofi-ii-il-faraone-battagliero/ [16 giugno 2015].

[20] Celebre località archeologica posta nei pressi di Tebe, l’attuale Luxor, la cui entrata si trova a meno di 3 km dalla sponda occidentale del Nilo.

[21] Grafton, 15 agosto 1871 – Broadstairs, 1 gennaio 1937.

[22] Elliot Smith, G. The Royal Mummies. Bristol: Bristol Classical Press, 2000, p. 73.

[23] Elliot Smith, G. The Royal Mummies. Bristol: Bristol Classical Press, 2000, p. 74.

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