La battaglia di Longula (484 a.C.)

Nello scontro armato di Longula[1] (484 a.C.) si fronteggiarono le truppe romane, condotte dal console Lucio Emilio Mamercino[2](… – …), e quelle dei Volsci[3][4]. I Romani vinsero l’esercito nemico[5][6], obbligando i Volsci alla ritirata.

 

PRESUPPOSTI

I Volsci[7], combattendo i Romani da lungo tempo[8], malgrado l’anno precedente fossero stati battuti dalle milizie romane, capeggiate dal console Quinto Fabio Vibulano[9][10] (… – Veio, 480 a.C.), ritenendo di poter trarre vantaggio dalle liti continue[11] presenti nella città eterna, nate specialmente per la designazione a console di Cesone Fabio Vibulano[12] (… – Cremera, 477 a.C.), che incolpò e causò la morte di Spurio Cassio Vecellino[13] (542 a.C. ? – 485 a.C.), ricominciarono a guerreggiare contro Roma, occupando l’area soggetta all’amministrazione dei Latini[14] e degli Ernici[15], uniti da un patto di alleanza con i Quiriti, ed addestrando una guarnigione per proteggere il proprio territorio[16].

 

Conio di Spurio Cassio Vecellino

 

Nel combattimento di Anzio[17] (484 a.C.) i Romani vennero pesantemente sconfitti, circostanza che li spinse a lasciare definitivamente, durante la notte, l’accampamento di Anzio per ritirarsi a Longula, dove approntarono un nuovo accampamento[18].

Lì giunsero i Volsci, certi di sbaragliare l’avversario.

 

SVOLGIMENTO DELLO SCONTRO ARMATO

Le forze armate romane si erano sistemate su di un rilievo di modesta entità in prossimità del centro abitato sopramenzionato, fortificando il luogo in cui si trovavano. Lì subirono un primo attacco dei Volsci, certi di impadronirsi del campo romano, però per l’abnegazione dei militi a cavallo e dei triari[19] le stesse obbligarono i Volsci a rifugiarsi in una zona pianeggiante.

Nei giorni successivi i Volsci tentarono, inutilmente, di affrontare in combattimento i Romani, che invece lo evitarono, essendo in attesa delle truppe inviate a sostegno e comandate dall’altro console Cesone Fabio Vibulano. L’esercito, mandato a sostegno, si unì alle milizie romane senza che i Volsci se ne accorgessero. I medesimi pensando che i Quiriti fossero in una situazione difficile, provarono un nuovo assalto all’altura protetta dalle forze armate avversarie.

Rappresentazione di triari romani.

I Romani, in un primo momento consentirono agli avversari di raggiungere le opere difensive, facendoli stancare nel cercare di ridurle in macerie. Ad un comando,  invece, furono loro stessi a demolire le fortificazioni per aggredire l’avversario, tanto combattendolo corpo a corpo con i militi, quanto a distanza, utilizzando lance e dardi. I Volsci, colti di sorpresa ed in grave difficoltà, cessarono di battersi, ritornando sconfitti nei loro alloggiamenti provvisori.

 

RIPERCUSSIONI

Nello scontro armato di Longula i Romani si vendicarono della disfatta subita ad Anzio, ma malgrado ciò il console Lucio Emilio reputò più opportuno non andare nella città eterna per dirigere i comitia[20][21].

 

 BIBLIOGRAFIA

AA.VV., Atlante Storico, Rizzoli Larousse, Milano 2004;

AA.VV., La Grande Storia, RBA ITALIA, Milano 2016;

CLEMENTE, Guida alla storia romana, Arnoldo Mondadori, Milano 1985;

S.J. KOVALIOV, Storia di Roma, Pgreco, Roma 2011;

MICHELET, Storia di Roma, RL Gruppo Editoriale, Santarcangelo di Romagna 2009;

MONTANELLI, Storia di Roma, RCS Libri, Milano 1997;

MOMMSEN, Storia di Roma antica, Sansoni, Milano 2001;

PANI – E. TODISCO, Storia romana, Carocci, Roma 2008;

SPINOSA, La grande storia di Roma, Arnoldo Mondadori, Milano 1998;

ZIOLKOWSKI, Storia di Roma, Bruno Mondadori, Milano 2006.

[1] Centro abitato del Latium vetus fondato in un’area soggetta all’amministrazione dei Volsci.

[2] Comandante e politico romano del V secolo a.C.

[3] Popolazione italica di un passato lontano.

[4] Pani, M.; Todisco, E. Storia romana. Roma: Carocci, 2008, p. 63.

[5] Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane. VIII, 86.

[6] Aa.Vv. Atlante Storico. Milano: Rizzoli Larousse, 2004, p. 78.

[7] Michelet, J. Storia di Roma. Santarcangelo di Romagna: RL Gruppo Editoriale, 2009, pp. 136-137.

[8] Aa.Vv. La Grande Storia. vol. X. Milano: RBA ITALIA, 2016, p. 68.

[9] Soldato e politico romano del V secolo a.C.

[10] Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane. VIII, 82.

[11] Spinosa, A. La grande storia di Roma. Milano: Arnoldo Mondadori, 1998, p. 75.

[12] Soldato e politico romano del V secolo a.C.

[13] Soldato e politico romano appartenente alla Gens Cassia.

[14] Popolazione di epoca remota stabilitasi dal II millennio a.C. nel Latium.

[15] Popolazione italica di un passato lontano.

[16] Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane. VIII, 83.

[17] Centro urbano italico sorto sul litorale marino del Latium vetus, a mezzogiorno di Roma.

[18] Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane. VIII, 84-85.

[19] Soldati romani con lunga attività di servizio.

[20] Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane. VIII, 87.

[21] Assemblee dell’antica Roma.

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