La Tabula Traiana

La Tabula Traiana è un breve testo scritto in latino, dedicato all’imperatore Traiano (Italica, 18 settembre 53 d.C. – Selinus in Cilicia, 8 agosto 117 d.C.), scolpito su un pendio roccioso che scende a picco sulle Porte di Ferro[1]. Attualmente essa è situata, con altre rovine antiche (via romana e ruderi del Ponte di Traiano[2]), nel parco nazionale di Ðerdap, vicino al centro abitato di Kladovo, in Serbia. Venne realizzata durante le operazioni militari romane volte al raggiungimento dell’occupazione[3] della Dacia[4], su una via romana già esistente che dal 33-34 d.C. sfiorava il Danubio[5] nei pressi delle strette valli di Kazan. Negli anni sessanta del XX secolo la Tabula Traiana ed una parte della via romana vennero spostate verso l’alto di più o meno 50 metri per preservarle dalla crescita in altezza delle acque avvenuta grazie alla costruzione della diga di Ðerdap.

 

Imperatore Traiano
Imperatore Traiano

 

VICENDE

I resti tuttora visibili risalgono all’azione militare capeggiata da Traiano[6] contro i Daci[7], a settentrione del Danubio, nei primissimi anni del II secolo d.C. L’imperatore progettò una via militare che, venendo da Belgrado, correva accanto alle montagne fiancheggiando la sponda destra delle Porte di Ferro per giungere in un’area che non presentava dislivelli sensibili. Proprio lì Traiano fece edificare il celebre ponte[8], ideato[9] da Apollodoro di Damasco[10] (50/60 d.C. – 130 d.C.), che dava la possibilità di arrivare all’altra riva del Danubio. L’avvenimento è rappresentato in alcune scene presenti nella parte inferiore[11] della Colonna di Traiano[12]. Il ponte era formato da travi lignee su pilastri lapidei[13]. Grazie ad una epigrafe, scoperta nella Moesia superior[14], sappiamo che Traiano volle realizzare pure un canale non naturale per volgere, in parte, in una diversa direzione le acque del Danubio e permettere di navigare in un luogo famoso per la pericolosità delle sue cateratte[15].

 

Particolare della Colonna di Traiano
Particolare della Colonna di Traiano

 

L’edificazione di una diga, avvenuta negli anni dal 1963 al 1972, avrebbe comportato in modo definitivo di ricoprire completamente di acqua i ruderi romani, già lambiti dal Danubio. Pertanto si stabilì di trasferire la Tabula e i massi che la circondavano e di sistemarli 50 metri più su, assicurandone la visibilità pure in seguito al riempimento del bacino idrico. Al presente la totalità delle rovine si trova nel territorio del parco nazionale di Ðerdap, salvaguardate come gli animali e la vegetazione della regione, in un ambiente che contempera l’attenzione rivolta alla storia a quella alla natura. Della struttura di Traiano, che consentiva l’attraversamento del Danubio, restano solamente pochi pilastri, parzialmente ricoperti di acqua, dei quali sono visibili solamente quelli più prossimi alla battigia.

 

Tabula Traiana in una foto d'epoca
Tabula Traiana in una foto d’epoca

 

CARATTERISTICHE DEL MONUMENTO

L’iscrizione è scolpita su una superficie piana verticale incisa nel medesimo masso, su una estensione di 3,20 metri e una altezza di 1,80 metri, abbellita da due mammiferi marini alati, piante arbustive a sei petali ed un uccello rapace diurno con le ali aperte. L’epigrafe è protetta da una specie di pensilina a forma di timpano con la seguente scritta moderna in risalto: TABULA TRAIANA.

Testo dell’iscrizione

Il testo dell’epigrafe, parzialmente deteriorato dallo scorrere del tempo, è redatto su sei righe:

Latino

«IMP(erator) CAESAR DIVI NERVAE F
NERVA TRAIANVS AUG(ustus) GERM(anicus)
PONTIF(ex) MAXIMVS TRIB(unicia) POT(estate) IIII
PATER PATRIAE CO(n)S(ul) III
MONTIBVS EXCISI[s] ANCO[ni]BVS
SVBLAT[i]S VIA[m r]E[fecit]»

Italiano

«L’imperatore Cesare Nerva Traiano Augusto, figlio del divo Nerva, vincitore dei Germani, Pontefice Massimo, quattro volte investito della potestà tribunizia, Padre della Patria, Console per la terza volta, scavando montagne e sollevando travi di legno questa strada ricostruì»

 

LA VIA ROMANA DI KAZAN
Resti del ponte di Traiano
Resti del ponte di Traiano

Quella a cui fa riferimento la Tabula è la grandiosa via, sfiorata dal Danubio nelle valli a pareti ripide di Kazan, che fu possibile percorrere a partire dal 33-34[16] d.C. grazie allo straordinario lavoro dei militari romani appartenenti all’arma del genio che incisero le rupi dalle pareti scoscese dei canaloni danubiani delle Porte di Ferro. Della via, sommersa dal Danubio in seguito alla edificazione della diga nel 1973, niente è più visibile tranne alcune parti, mentre la Tabula Traiana, in origine collocata accanto al tracciato della via, fu sottratta all’oblio sistemandola con i massi che la circondavano 50 metri più su e a diversi metri dalla via sulla quale si trovava.

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

AA.VV., La Grande Storia, RBA ITALIA, Milano 2016;

CLEMENTE, Guida alla storia romana, Arnoldo Mondadori, Milano 1985;

EHRENBERG, V. – A. H. M. JONES, Documents illustrating the Reigns of Augustus and Tiberius, Cambridge University Press, Cambridge 2018;

S.J. KOVALIOV, Storia di Roma, Pgreco, Roma 2011;

MICHELET, Storia di Roma, RL Gruppo Editoriale, Santarcangelo di Romagna 2009;

MONTANELLI, Storia di Roma, RCS Libri, Milano 1997;

MOMMSEN, Storia di Roma antica, Sansoni, Milano 2001;

PANI – E. TODISCO, Storia romana, Carocci, Roma 2008;

SPINOSA, La grande storia di Roma, Arnoldo Mondadori, Milano 1998;

M. WELLS, L’impero romano, Il Mulino, Bologna 1995;

ZIOLKOWSKI, Storia di Roma, Bruno Mondadori, Milano 2006.

[1] Canalone a pareti ripide in cui scorre il Danubio, posto sulla frontiera fra Serbia e Romania. Permette di passare dai Monti Carpazi meridionali ai Monti Balcani.

[2] Eretto negli anni dal 103 al 105 d.C. sulle rive del Danubio a poca distanza dalla sua foce e dotato di opere difensive.

[3] Pani, M.; Todisco, E. Storia romana. Roma: Carocci, 2008, p. 280.

[4] Territorio dei Geti e dei Daci coincidente pressappoco con le moderne nazioni di Romania e Moldavia.

[5] Corso d’acqua dell’Europa centro-orientale. Con i suoi 2.860 km è il secondo fiume più esteso d’Europa (primo è il Volga).

[6] Clemente, G. Guida alla storia romana. Milano: Arnoldo Mondadori, 1985, p. 253.

[7] Popolo indoeuropeo che si stabilì nella regione a settentrione del basso corso del Danubio.

[8] Michelet, J. Storia di Roma. Santarcangelo di Romagna: RL Gruppo Editoriale, 2009, p. 638.

[9] Montanelli, I. Storia di Roma. Milano: RCS Libri, 1997, pp. 345-346.

[10] Architetto nabateo ed autore di opere letterarie.

[11] Aa.Vv. La Grande Storia. vol. XIV. Milano: RBA ITALIA, 2016, p. 70.

[12] Opera architettonica eretta a Roma per commemorare l’occupazione della Dacia da parte dell’imperatore Traiano.

[13] Spinosa, A. La grande storia di Roma. Milano: Arnoldo Mondadori, 1998, p. 388.

[14] Provincia composta dalle odierne nazioni di Serbia e Bulgaria, oltre che da porzioni della Macedonia settentrionale.

[15] Wells, C. M. L’impero romano. Bologna: Il Mulino, 1995, p. 220.

[16] Ehrenberg, V.; Jones, A. H. M. Documents illustrating the Reigns of Augustus and Tiberius. Cambridge: Cambridge University Press, 2018.

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