Il mistero delle piramidi e la meraviglia dimenticata: la piramide di Djoser

Una delle mie grandi passioni, prima ancora del Medioevo, prima ancora dei miti e delle leggende, prima ancora della letteratura dell’orrore, fu l’antico Egitto.

 

Maschera funeraria di Tutankhamon

 

La terra dei faraoni, ad oggi, continua a suscitare lo stupore di generazioni di persone in tutto il mondo.

L’emblema della civiltà del Nilo può essere individuato negli enormi monumenti della piana di Giza, in particolare nella Sfinge e nelle tre piramidi.

 

La piana di Giza

 

Queste ultime, la cui costruzione è attribuita in genere ai faraoni Cheope, Chefren e Micerino (in egiziano antico Khufu, Khafra e Menkaura), rappresentano tuttora degli autentici misteri in quanto a funzione e tecniche di costruzione.

Inutile ribadire che tutto ciò ha dato origine a innumerevoli teorie, anche le più assurde (tranquilli, non scomoderemo Roberto Giacobbo per questo!).

In questo articolo cercheremo di addentrarci un po’ più a fondo nel mondo delle piramidi, nel tentativo di fare un po’ di luce sul mistero.

Innanzitutto molti pensano che le piramidi egizie siano solo le tre che abbiamo menzionato: nulla di più falso! In Egitto esistono oltre un centinaio di piramidi, alcune delle quali sono molto più antiche del complesso di Giza.

 

La Piramide Rossa (2600 a.C. circa)

 

Altro errore diffuso è ritenere che gli egizi abbiano costruito piramidi per tutta la loro storia. Per la verità, le piramidi furono utilizzate per un periodo relativamente breve della storia millenaria egizia: solo per alcuni secoli. Esse costituiscono monumenti tipici dell’Antico Regno (2700 – 2192 a.C) e del Medio Regno (2055 – 1650 a.C.), mentre a partire dal Nuovo Regno (1550 – 1069 a.C.) furono prediletti altri tipi di sepoltura.

 

Ingresso della tomba di Tutankhamon

 

A CHE COSA SERVIVANO LE PIRAMIDI?

Cominciamo ad addentrarci nel “cuore” del mistero. La funzione specifica delle piramidi egizie non ci è stata tramandata da nessun testo antico. Anzi, sin dall’antichità si sono susseguite le ipotesi più fantasiose.

La teoria oggi più diffusa è che si tratti di monumenti funerari. Al di fuori del mondo accademico, alcuni dubitano di ciò, sostenendo che nelle piramidi non è mai stata trovata alcuna mummia. L’equivoco sorge dal fatto che, nelle tre piramidi più famose, nessun corpo è stato trovato, tuttavia in esse sono stati rinvenuti dei sarcofagi che potevano contenere ben poco, a parte un corpo umano.

 

Il sarcofago di Cheope nella Grande Piramide

 

Inoltre mummie, o parti di esse, sono state rinvenute all’interno o nei dintorni di piramidi assai più antiche del complesso di Giza.

 

Mummia ritrovata nei pressi di una piramide a Dahshur

 

A risultare curioso è il fatto che all’interno delle piramidi non siano state trovate tracce di iscrizioni o di raffigurazioni pittoriche simili a quelle che possiamo ammirare nei grandi templi o nelle tombe. Possiamo solo supporre che ai costruttori delle piramidi non interessasse creare decorazioni interne.

 

Interno della piramide di Chefren

 

Quando facciamo riferimento alle piramidi, siamo soliti pensare ad edifici isolati: al contrario, la piramide di un faraone rappresentava il fulcro di un più ampio complesso di edifici, tra cui si annoverano dei templi in cui si officiavano periodicamente cerimonie e riti.

 

COME NACQUERO LE PIRAMIDI?

Molti ritengono che la civiltà egizia, con i suoi edifici colossali, sia apparsa praticamente dal nulla, senza che sia mai stato dimostrato un qualche sviluppo tecnologico o una qualche evoluzione stilistica. Gli edifici funerari egizi dimostrano però il contrario: in altre parole, le piramidi non sono “spuntate dal nulla”.

Nell’Antico Regno si usava infatti seppellire i corpi  in tumuli circolari di sabbia e pietra. Successivamente si passò a strutture quadrangolari, dalle pareti leggermente inclinate dette mastabe.

 

 

Mastaba del complesso di Giza

 

Schema interno di una mastaba

 

Lo schema iniziale della mastaba subì un’evoluzione sovrapponendo un piano quadrangolare sopra un altro, ed ecco il risultato finale: una piramide a gradoni.

Possiamo dunque ipotizzare che la prima piramide altro non fosse che una mastaba più grande, progettata per ospitare il corpo del faraone.

 

COME LE COSTRUIRONO?

A sollevare più dilemmi è l’effettiva metodologia con cui le piramidi vennero costruite. Sulle fasi della costruzioni sussistono infatti numerosi punti d’ombra.

 

Rappresentazione ipotetica della costruzione di una piramide

 

La piramide più nota, quella di Cheope, detta anche Grande Piramide, è alta all’incirca 139 metri (oggi manca la punta, all’epoca della costruzione sfiorava i 150) costituita da oltre due milioni e mezzo di blocchi di calcare bianco.

Ciascuno dei blocchi che compongono la Grande Piramide pesa circa due tonnellate e mezzo: un peso immane anche per una grande mole di uomini. Come fare a trasportare i blocchi dalle cave fino al luogo di costruzione?

Le teorie più datate ci parlano di file di travi su cui i blocchi, caricati su slitte, venivano fatti scivolare verso la destinazione prestabilita. Una variante di questa teoria è quella della fila di tronchi che, rotolando, favorivano lo slittamento del carico: personalmente trovo più plausibile quest’ultima.

Tuttavia la verità sul metodo di trasporto dei blocchi pare essere un’altra: su una raffigurazione pittorica ritrovata all’interno di un tempio ci vengono mostrati dei lavoratori intenti a trascinare una slitta su cui era caricata una grande statua; nell’immagine non paiono presenti travi o tronchi, tuttavia si vede chiaramente l’immagine di un individuo che versa un liquido, forse acqua, davanti alla slitta. Un esperimento tecnico compiuto da alcuni archeologi ha permesso di stabilire che la sabbia bagnata è in grado di ridurre l’attrito di circa il cinquanta percento.

 

Operai che trascinano una grande statua.

 

I blocchi, una volta intagliati nelle cave, venivano trasportati fino al fiume: da lì si procedeva con delle imbarcazioni. Appositi canali, di cui sono state trovate tracce, permettevano di trasportare il carico fino ad una distanza relativamente breve dal sito di costruzione.

Per erigere le piramidi si pensa siano state utilizzate delle rampe. Sula questione esistono varie teorie: rampe lineari esterne, rampe a spirali esterne, rampe interne. Purtroppo nessuna di queste teorie, per quanto siano plausibili, ha trovato conferme nelle fonti o nei ritrovamenti archeologici.

Il rivestimento esterno di molte piramidi, tra cui le tre di Giza, era costituito da lastre di calcare bianco. La cuspide della piramide, ossia la punta, poteva essere in vari materiali: basalto o diorite nera.

 

Cuspide in diorite

 

Si pensa che sulla Grande Piramide di Giza fosse presente una cuspide in elettro, una lega d’oro e argento; vederla brillare al sole doveva essere un vero spettacolo!

 

Ricostruzione in 3D della Grande Piramide
CHI COSTRUÌ LE PIRAMIDI?

Ulteriore luogo comune vuole che le piramidi siano state costruite da schiavi. A trarci in inganno è lo storico greco Erodoto (V sec. a.C.), il quale scrisse che la Grande Piramide era stata costruita da ben 100.000 schiavi.

 

Una scena dal colossal “I Dieci Comandamenti” (1956): schiavi ebrei erigono un obelisco

 

L’Egitto, al contrario di quello che siamo abituati a pensare, non conosceva la schiavitù, intesa come lo status giuridico di possesso di un essere umano (gli Ebrei di cui ci parla l’Esodo furono, più probabilmente, una popolazione sottomessa).

A costruire le piramidi furono invece operai salariati: le tombe di alcuni di essi sono stati ritrovati non lontano dal complesso di Giza.

Erodoto inoltre si è sbagliato, e non di poco, anche sul numero: oggi si pensa che nei lavori della Grande Piramide fossero impiegati circa 20.000 operai, e che nemmeno un quarto di essi siano bastati al trasporto e al posizionamento dei blocchi in un arco di tempo  compreso tra i 15 e i 25 anni.

 

LA PRIMA PIRAMIDE

L’invenzione delle piramidi è attribuita a un individuo che ha del semi-leggendario: l’architetto Imhotep. Costui è altresì descritto come architetto, medico, astronomo, consigliere del faraone e investito di poteri sacerdotali.

Egli visse all’epoca di Djoser, faraone della III dinastia (2700 a.C. circa): si pensa che proprio la piramide di Djoser, nella necropoli di Saqqara, possa essere la prima piramide progettata da Imhotep.

 

La piramide di Djoser a Saqqara

 

 

Piramide di Djoser, interni

 

All’epoca del suo completamento la piramide era alta circa 62 m, e terminava con una terrazza piatta, priva di cuspide.

 

Ricostruzione in 3D del complesso di Djoser

 

La piramide di Djoser è altresì la prova dell’evoluzione delle mastabe nel nuovo tipo architettonico funerario: infatti è stata costruita su una mastaba più piccola, ampliata più volte.

 

Schema “a strati” dell’evoluzione della piramide di Saqqara

 

Verso il centro della base, nel cuore della piramide, si apre un pozzo funerario profondo 28 m, in fondo a cui si trova la camera sepolcrale.

Le pareti di alcuni corridoi e dell’appartamento funerario presentano delle semplici decorazioni o delle piastrellature ornamentali.

 

Piastrellatura della camera sepolcrale di Djoser

 

Quando la camera funeraria fu scoperta dagli archeologi, purtroppo la tomba era già stata violata, e il sarcofago di granito rosso era vuoto: soltanto i resti mummificati di un piede sinistro, attribuiti al defunto proprietario della piramide, sono stati trovati poco lontano.

 

2 commenti

  1. Se le piramidi erano delle tombe, quella di Cheope ha circa 2.500.000 massi. Se il regno di c
    Cheope duro’ circa 25 anni, come e’ possibile mettere un masso ogni 5 minuti?

    1. Non mi sono mai soffermato su simili calcoli, tuttavia se supponiamo che lo “staff” dei costruttori fosse di soli 5.000 uomini, e ammettendo che bastassero 10 uomini per muovere un blocco, ne dedurremmo che avessero a disposizione 500 squadre. Supponiamo che queste 500 squadre potessero, in una sola giornata, portare solo un blocco a destinazione: in un periodo anche inferiore a quello necessario alla costruzione della piramide sarebbe perfettamente possibile posizionare due milioni e mezzo di blocchi.

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