Marco Aurelio Numeriano: imperatore romano assassinato dal padre della moglie o scotennato vivo dai Sasanidi?

Marco Aurelio Numeriano (254 d.C. pressappoco – Nicomedia[1], novembre 284 d.C.) fu un imperatore romano a partire dal 283 d.C. fino al suo decesso. Figlio più giovane dell’imperatore Marco Aurelio Caro (Narona, 230 d.C. più o meno – Mesopotamia, 283 d.C.) e fratello più piccolo dell’imperatore Marco Aurelio Carino (257 d.C. – Mesia[2], luglio 285 d.C.), venne nominato cesare ed andò insieme al genitore in oriente, ma, successivamente alla dipartita di Caro, cessò di vivere in circostanze non del tutto chiarite.

 

NARRAZIONE DELLA VITA

 

Aureo di Marco Aurelio Caro

Figlio più giovane dell’imperatore Caro, ebbe dal genitore i titoli di cesare e principe della gioventù con il fratello più grande Carino. I testi storici evidenziano la raffinata eloquenza e le dissertazioni erudite di Numeriano, che suscitarono nei suoi confronti un profondo rispetto. Prese parte, insieme al genitore, alle operazioni militari contro i Persiani, mentre il fratello Carino si occupava dei territori occidentali[3] dell’impero. In seguito al successo e all’occupazione della città avversaria[4] Ctesifonte[5], sede degli organismi legislativi e amministrativi centrali dello Stato sasanide, venne acclamato imperatore dalle forze armate con il genitore. Però nel corso dell’impresa militare Caro cessò di vivere e Numeriano gli subentrò sul trono.

 

Diocleziano

Probabilmente rinunciò alle regioni sottomesse per raggiungere Roma, ma fu assassinato dal padre della moglie e prefetto del pretorio Arrio Apro, che aspirava al trono imperiale. Stando a diverse fonti storiche, essendo affetto da una malattia agli occhi, il padre della moglie gli suggerì di viaggiare su una portantina chiusa e colse l’opportunità di non essere visto dai militi per ucciderlo. Scoperta la salma, le truppe[6] proclamarono invece imperatore Diocle, che latinizzò il suo nome in Diocleziano (Salona, 22 dicembre 244[7] d.C. – Spalato, 313[8] d.C.) il quale ordinò di assassinare senza indugio Arrio Apro. Carino, stando nella capitale, divinizzò il fratello ucciso ma subì la sua stessa sorte per mano dalle proprie milizie mentre lottava contro Diocleziano.

 

Busto di Carino

Stando a svariati autori di trattati storici, l’omicidio di Numeriano da parte di Arrio Apro sarebbe solo propaganda romana, desiderosa di tenere segreta la disfatta dello stesso ad opera del monarca sasanide Bahram II[9] e la sua conseguente uccisione[10]. Di tale insuccesso ne parla Giovanni Zonara[11] in un passo di una sua opera, nel quale Numeriano, battuto, venne scuoiato vivo dai suoi avversari[12], e pure Giovanni Malalas[13] (Antiochia di Siria, 491 d.C. pressappoco – 578 d.C.), che scrive che Numeriano, prima di intraprendere le operazioni militari contro i Sasanidi, comandò di ammazzare l’episcopo di Antiochia[14] Babila (Antiochia di Siria, 200 d.C. più o meno – Antiochia di Siria, 250 d.C. pressappoco) e fu vinto, accerchiato a Carre[15], imprigionato e scotennato[16].

 

 

Moneta di Bahram II

Al di là della rispondenza al vero del decesso per scotennamento, evento simile a quello di Valeriano[17] (200 d.C. più o meno – Bishapur, successivamente al 260 d.C.), la disfatta contro i sasanidi avrebbe reso superfluo l’abbandono dei territori occupati nonché l’omicidio ad opera di Arrio Apro in quanto al suocero non sarebbe stato vantaggioso perdere il genero quando Marco Aurelio Carino era ancora in vita[18]. Pertanto è plausibile che nella composizione scultorea di Naqsh i Rustam[19] l’imperatore romano sconfitto sia Numeriano[20].

Nemesiano (Cartagine, 290 d.C. circa – …), autore africano di componimenti poetici didascalici in latino, ebbe in mente di scrivere una composizione in versi sulla spedizione di Caro e Numeriano, ma non la incominciò mai[21].

 

Bassorilivo sasanide. Iran.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. D. BARNES, The New Empire of Diocletian and Constantine, Harvard University Press, Cambridge 1982;
  2. CLEMENTE, Guida alla storia romana, Arnoldo Mondadori, Milano 1985;
  3. S.J. KOVALIOV, Storia di Roma, Pgreco, Roma 2011;
  4. MAZZARINO, L’Impero romano, Laterza, Roma-Bari 1984;
  5. MICHELET, Storia di Roma, RL Gruppo Editoriale, Santarcangelo di Romagna 2009;
  6. MOMMSEN, Storia di Roma antica, Sansoni, Milano 2001;
  7. MONTANELLI, Storia di Roma, RCS Libri, Milano 1997;
  8. PANI – E. TODISCO, Storia romana, Carocci, Roma 2008;
  9. ROBERTO, Diocleziano, Salerno Editrice, Roma 2014;
  10. SOUTHERN, The Roman Empire: from Severus to Constantine, Routledge, Londra-New York 2001;
  11. SPINOSA, La grande storia di Roma, Arnoldo Mondadori, Milano 1998;
  12. ZIOLKOWSKI, Storia di Roma, Bruno Mondadori, Milano 2006.

[1] Centro abitato di epoca remota dell’Anatolia (in greco antico Νικομήδεια).

[2] Provincia dell’impero romano che comprendeva principalmente le odierne Serbia e Bulgaria.

[3] Pani, M.; Todisco, E. Storia romana. Roma: Carocci, 2008, p. 331.

[4] Spinosa, A. La grande storia di Roma. Milano: Arnoldo Mondadori, 1998, p. 475.

[5] Uno dei più importanti centri urbani della Mesopotamia di un passato lontano.

[6] Clemente, G. Guida alla storia romana. Milano: Arnoldo Mondadori, 1985, p. 286.

[7] Barnes, T. D. The New Empire of Diocletian and Constantine. Cambridge: Harvard University Press, 1982, pp. 30-46.

[8] Roberto, U. Diocleziano, Roma: Salerno Editrice, 2014, pp. 252-255.

[9] Regnò dal 276 d.C. al 293 d.C.

[10] Mazzarino, S. L’Impero romano. vol. II. Roma-Bari: Laterza, 1984, p. 68.

[11] Studioso bizantino di teologia ed autore di trattati storici.

[12] Zonara, XII, 30.

[13] Autore siriano di trattati storici.

[14] Insediamento abitativo di epoca remota della Siria (attualmente però in Turchia), sulle sponde del fiume Oronte.

[15] Centro abitato di un passato lontano della Mesopotamia settentrionale.

[16] Malalas, XII.

[17] Imperatore romano dal 253 d.C. al 260 d.C.

[18] Mazzarino, S. L’Impero romano. vol. II. Roma-Bari: Laterza, 1984, pp. 85-90.

[19] Località archeologica posta pressappoco a 12 km a nord-ovest di Persepoli.

[20] Mazzarino, S. L’Impero romano. vol. II. Roma-Bari: Laterza, 1984, p. 90.

[21] Southern, P. The Roman Empire: from Severus to Constantine. Londra-New York: Routledge, 2001, p. 285.

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