Giulia, la figlia di Augusto – Lorenzo Braccesi

Lorenzo Braccesi è stato docente di Storia greca all’Università di Torino, Venezia e Padova. Si è dedicato a tre aspetti dell’indagine storica: colonizzazione greca, ideologie e propaganda nell’evo antico, eredità della cultura classica (fondata sulla conoscenza dell’età greca e romana) nelle letterature contemporanee. Fra i suoi ultimi volumi pubblicati, Augusto. La vita raccontata da lui stesso (2013) e Ionios Poros. La porta dell’Occidente (2014). Per la casa editrice Laterza: I tiranni di Sicilia (1998), I Greci delle periferie (2003), Guida allo studio della storia greca (2005), Sulle rotte di Ulisse. L’invenzione della geografia omerica (2010), Agrippina, la sposa di un mito (2015).

 

Lorenzo Braccesi

 

Di particolare importanza per una piena comprensione del testo Giulia, la figlia di Augusto (dato alle stampe nel mese di giugno del 2014) risulta essere la premessa dell’autore. Nella stessa Lorenzo Braccesi afferma che: «Quale il puer della più celebre tra le egloghe virgiliane? Un puer o una puella? Quale il significato del viaggio di Giulia nella Troade dove rischia la vita nelle acque dello Scamandro in piena? Un’imitatio Achillis, la sua, o un’imitatio Alexandri o una congiunta emulazione di entrambi gli eroi? Quale l’identità di Corinna, della donna cantata da Ovidio negli Amori? È ella una personalità immaginaria, figlia di pura astrazione poetica, senza precisi richiami alla realtà, o la conturbante protagonista del nostro libro?

Ottaviano Augusto

Quale, nell’immaginario di quest’ultima, il fascino esercitato dalla terra di Egitto? Gusto dell’esotico o fatale attrazione verso forme ellenistiche di potere e di dispotismo? Quale la natura del rapporto antagonistico tra Giulia e Livia? Dettato dall’ostentata personificazione di differenti modelli di vita, dall’istanza di proteggere gli interessi dei propri figli o da semplice competizione per il ruolo di prima matrona del nuovo regime che sarà l’impero? Quale, per Augusto, il significato di celebrare il trentennale di Azio con una naumachia che, invece di Azio, riproponeva il tema della vittoria di Atene a Salamina? Suprema bizzarria o necessità, sotto l’incalzare di eventi imprevisti, di mutare il programma della celebrazione? Quale, nei comportamenti eversivi di Giulia – prima di fronda e quindi di cospirazione -, la commistione tra pubblico e privato nella sua passione per Iullo Antonio, il più amato di tutti i suoi amanti? Fu egli solo un poeta che vagheggiava vendette familiari, ovvero una persona con stoffa di capoparte politico? Quale, dopo la tragedia che la coinvolse, dopo la sua condanna, l’atteggiamento verso la madre da parte dei suoi cinque figli? La rinnegarono, l’emularono o, come Agrippina, tentarono di trarla in salvo? Quale il filo comune che unisce nel medesimo anno le morti di Augusto, di Giulia e del suo ultimo, superstite, figlio maschio? Fu certo un assassinio quello di quest’ultimo. Ma furono dovuti a una fine premeditata anche i decessi del nonno e della madre?

Ritratto di Giulia

Queste e tante altre le domande che si pone l’autore di questo libro. Giulia fu una donna spiritosa, brillante, estroversa, sicuramente affascinante, conscia del suo ruolo e del suo peso sociale, che aspirava a conquistarsi sempre e comunque un proprio spazio nel quale, civettando, primeggiare: dalla frequentazione dei cenacoli letterari, a quella dei circoli politici, dai salotti della ribellione generazionale a quelli, più insidiosi, della sotterranea opposizione al regime e al sistema. Tutto le era permesso, e dovunque si muovesse la seguiva un folto stuolo di corteggiatori che ne stimolava l’orgoglio e ne suscitava la vanità. Contestatrice del padre e dell’ipocrita suo mondo di valori, non si accorse in tempo del baratro in cui sprofondava, giorno dopo giorno, spostandosi da posizioni di fronda a quelle di aperta congiura. Molla ne fu sempre il suo spirito provocatorio e l’impulso al ruolo di prima donna. Entrambi sentimenti dell’essere che la perdettero, mancando ella, al contrario di Livia, la matrigna, di un connaturato temperamento politico. Non ebbe, neppure nel fallimento della sua azione, il riconoscimento del ruolo di cospiratrice, seppure velleitaria e perdente, giacché il padre, per mascherarne e tacitarne l’atto eversivo, non esitò a infamarla facendola condannare solo per reati a sfondo sessuale. La macchina del fango fu spietata, e ancora oggi, nella pubblicistica di più largo consumo, seguita a lanciare i suoi strali. Certo Giulia fu disinvolta nel circondarsi di amanti e pronta, e non solo a parole, a contestare la legislazione de adulteriis.

Rappresentazione di Giulia in esilio a Ventotene da un dipinto di Pavel Svedomsky

Ma cosa avrebbe dovuto fare una giovane donna – capricciosa, disinibita, amante della mondanità – condannata dal padre a tre matrimoni di mera convenienza politica? Prima con un consorte troppo giovane, poi con un secondo troppo vecchio, quindi con un terzo che aveva sempre cordialmente detestato fino dagli anni della più remota infanzia. Che altro aggiungere? Se non l’avvertimento al lettore che su Giulia la nostra documentazione è davvero limitata e ci è consentito – come abbiamo cercato di fare – di ricostruirne la vicenda umana solo proiettandola sul più ampio scenario della storia dell’età augustea. La ricerca storica, per sua natura, è indiziaria; ma chi scrive confida che, nell’assenso o nel dissenso, il lettore gli sappia riconoscere il merito che la sua ricostruzione poggia sempre su legittime ipotesi di lavoro. Ricostruzione sì ardita, ma mai arbitraria, che nasce da una più affilata rilettura delle fonti che gli ha permesso, battendo vie nuove, di riproporre all’attenzione la mutevole e discussa personalità di una prima donna, insofferente di convenzioni, che incide profondamente sulla realtà politica e sociale della sua età».        

Si ritiene che quanto detto nella premessa dall’autore abbia spiegato a sufficienza scopi e finalità dell’opera presa in esame. Di grande utilità sono le fonti e bibliografia, la cronologia augustea, gli stemmi gentilizi, l’indice dei nomi, l’indice dei luoghi e dei popoli, l’indice delle fonti. Un libro meritevole di notevole attenzione che si consiglia di leggere e/o regalare a coloro che sono interessati alla figura della figlia di Augusto, Giulia, e più in generale alla storia dell’antica Roma.

 

Titolo: Giulia, la figlia di Augusto

Autore: Lorenzo Braccesi

Editore: Laterza

Pagg. 237

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