Santa Apollonia

Apollonia: la Santa che fu martirizzata ad Alessandria d’Egitto

Santa Apollonia (in greco antico Ἀπολλωνία; …-Alessandria d’Egitto, 249 d.C. pressappoco), testimone eroica della fede cristiana, professata anche davanti alla morte, è oggetto di devozione religiosa da parte della Chiesa cattolica e ortodossa. Secondo la tradizione le vennero divelti i denti dalla bocca e per tale motivo è reputata la protettrice degli odontoiatri e dei tecnici specializzati nella costruzione di protesi dentarie. La Chiesa cattolica festeggia Santa Apollonia il 9 febbraio.

 

NARRAZIONE DELLA VITA
Eusebio di Cesarea
Eusebio di Cesarea

Le vicende del supplizio di Apollonia sono conosciute grazie alla narrazione di Eusebio di Cesarea[1] (Cesarea marittima, 265 d.C. – Cesarea marittima verosimilmente, 340 d.C.), che cita un frammento della missiva dell’episcopo Dionigi di Alessandria (190 d.C. – Alessandria d’Egitto, 265 d.C.), inviata a Fabio di Antiochia, nella quale si raccontano i fatti a cui ha assistito. Fra il 248 ed il 249 d.C. ad Alessandria d’Egitto[2] vi fu una sollevazione popolare contro i cristiani, provocata da un individuo pagano, considerato capace di predire il futuro.

Apollonia, donna cristiana nubile di età avanzata che aveva soccorso i cristiani in difficoltà e svolto attività di predicazione, fu incarcerata, insieme ad alcuni seguaci di Cristo, e picchiata così violentemente che le caddero i denti. Stando alla tradizione popolare le vennero cavati i denti con le tenaglie. Fu successivamente approntato un fuoco di ampie dimensioni per arderla ancora in vita qualora non avesse offeso Dio e le cose sacre con bestemmie. A quel punto con una furberia tornando libera, preferì cessare di vivere gettandosi fra le fiamme, stimando certamente che il togliersi volontariamente la vita non fosse un peccato in quella circostanza, avendo timore di perdere la verginità con un atto sessuale impostole con la forza o che altri supplizi antecedenti al rogo le avrebbero fatto mettere in discussione il proprio credo religioso[3]. La salma di Santa Apollonia, stando a diverse narrazioni, sarebbe stata bruciata.

Santa Apollonia
Santa Apollonia

Svariati documenti raccontano che cessò di vivere quando era imperatore Filippo l’Arabo (Trachontis, 204 d.C. più o meno – Verona, 249 d.C.), ritenuto in base a congetture un cristiano[4]. Se ciò fosse rispondente alla realtà, la Santa si uccise entro la primavera del 249 d.C. Una passio latina, al contrario, sposta il supplizio a Roma, nel corso del regno[5] di Giuliano[6] (Costantinopoli, 6 novembre 331 d.C. – Maranga, 26 giugno 363 d.C.[7]). Pertanto si deve rinviare la tortura quantomeno al 331 d.C., ottantadue anni più tardi.

 

DEVOZIONE

Papa Pio VI (Cesena, 25 dicembre 1717 – Valence-sur-Rhône, 29 agosto 1799), desiderando regolamentare il culto delle parti del corpo appartenuti a un santo/a o a un beato/a, fece prendere in ogni angolo della penisola italiana i denti (tre chili) ipotizzati di Santa Apollonia, riempiendo un forziere lanciato in seguito nel Tevere[8]. Poiché la tradizione popolare narra che le vennero divelti i denti dalla bocca con le tenaglie, Santa Apollonia viene rappresentata, nella branca della storia dell’arte che studia l’immagine, come una fanciulla vergine che ha in mano una tenaglia con un dente. È venerata dai credenti che sono affetti da infermità ai denti.

      BIBLIOGRAFIA

  1. CLEMENTE, Guida alla storia romana, Arnoldo Mondadori, Milano 1985;
  2. DEMOLLI, Sant’Apollonia nella storia e nella leggenda, Milano 1938;
  3. LOVELLI, (3 Marzo 2014). Flavio Claudio Giuliano: l’imperatore apostata. Recuperato il 9 Agosto 2019, da Storie di Storia: http://www.storiedistoria.com/2014/03/flavio-claudio-giuliano-limperatore-apostata/;
  4. B. POLETTI, Il martirio di sant’Apollonia, Rocca San Casciano 1934.

[1] Episcopo ed autore greco di opere letterarie.

[2] Nei secoli precedenti il Medioevo fu una importante città dal punto di vista culturale.

[3] Eusebio di Cesarea, Historia Ecclesiastica, VI, 41.

[4] Eusebio di Cesarea, Historia Ecclesiastica, VI, 34.

[5] Clemente, G. Guida alla storia romana. Milano: Arnoldo Mondadori, 1985, pp. 298-300.

[6] Si menziona l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. Flavio Claudio Giuliano: l’imperatore apostata; http://www.storiedistoria.com/2014/03/flavio-claudio-giuliano-limperatore-apostata/ [3 marzo 2014].

[7] Ammiano Marcellino, Corpus Inscriptionum Latinarum, I, 1, 302.

[8] Corso d’acqua di maggiore importanza dell’Italia centrale e peninsulare.

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