Intervista alla scrittrice Paola Marchese

 

Ultima tappa del blog tour dedicato al romanzo “Il boscaiolo“. Storie di Storia presenta l’intervista alla scrittrice Paola Marchese.

Sinossi del romanzo

Sicilia, XIII secolo: agli Svevi succedono gli odiati Angioini. Le famiglie nobili sono a un bivio: inchinarsi al nuovo dominatore per convenienza o rimanere coraggiosamente fedeli al vecchio? Gli Ansalone di Castelmontalto vivono in prima persona il dilemma nello scontro tra l’opportunista barone Ruggero e l’idealista nipote Lidia. Come risolvere il problema ed eliminare allo stesso tempo una nipote scomoda, senza sporcarsi le mani? Con l’aiuto di un provvidenziale boscaiolo. Ma quali segreti cela l’improvvisa comparsa dell’uomo? Quali lezioni Lidia potrà imparare da un umile taglialegna?

 

D1) Ciao Paola, benvenuta su Storie di Storia. Raccontaci qualcosa di te.

Buongiorno a tutti e grazie per avermi accolto su Storie di Storia. Sono una quarantenne catanese, mamma e moglie, appassionata di arte in genere. Fin da bambina mi sono dedicata alla scrittura, alla musica e in tempi più recenti al teatro, dove prevalentemente mi occupo di regia e che è la mia principale attività, ovvero si tratta pur sempre di un hobby ma mi porta via parecchio tempo. Per il resto mi piace il cinema, il fai-da-te, viaggiare e visitare città d’arte e amo svisceratamente leggere, tanto che quando mi chiedono una definizione su di me dico sempre di essere una “lettrice”.

 

D2) Quando è nata la tua passione per la scrittura e come mai hai scelto di cimentarti in un romanzo di genere storico?

Dal primo momento in cui ho imparato a leggere e scrivere ho sentito l’istinto fortissimo a mettere su carta tutte le mie impressioni, i miei pensieri ma anche storie immaginarie che ricreavo nella mia mente da bambina. Naturalmente il tutto è partito da un semplicissimo diario segreto che mi accompagnava giornalmente. Poi, in giorno, mio padre intuendo la mia passione mi regalò una macchina da scrivere usata che un suo cliente doveva dare via e da lì non ho più smesso di scrivere – avevo 8 anni – anche se poi, non appena la tecnologia me l’ha permesso, sono passata presto alla videoscrittura. La scelta del genere storico per il mio romanzo d’esordio è stata puramente casuale. È vero che la storia è stata sempre la mia materia scolastica preferita, insieme alla letteratura italiana, e che fin da piccola ho potuto apprezzare i grandi romanzi storici, ma non avevo mai pensato, prima, di poterne scrivere uno io.

 

D3) Ci sono, a tuo avviso, degli elementi tipici che rendono una storia accattivante oppure è sostanzialmente una questione più legata all’idea e alla trama in sé?

Secondo me l’idea e la trama sono alla base dell’interesse che suscita un libro: io stessa ho l’abitudine di leggere per prima cosa il titolo e la quarta di copertina, che sono comunque il biglietto da visita dell’opera, soprattutto se non conosco l’autore. Poi, ovviamente, ci sono altre caratteristiche che ti rendono “fedele” all’autore, principalmente, a mio avviso, lo stile.

 

D4) “Il boscaiolo” è ambientato nella Sicilia dei Vespri del 1282, durante la ribellione del popolo contro gli Angioini, subentrati agli Svevi. È stato difficile reperire fonti e informazioni storiche su questo periodo?
I Vespri Siciliani – Domenico Morelli 1823-1901

Ahimè, devo dire che purtroppo, sì, non è stato affatto facile reperire fonti e informazioni sul periodo, anche perché le notizie di riferimento sulla zona in particolare in cui si svolge la storia, ovvero la Sicilia orientale, sono poche, frammentarie e spesso discordanti tra loro. La cronaca storica del periodo si concentra tantissimo sulla figura diu Federico II e trascura molto i fatti e personaggi che lo precedettero o che seguirono. Mi sono rifatta prevalentemente alle notizie generali sul periodo e ad alcuni testi di autori locali. Devo dire che, però, questo è stato anche un po’ a vantaggio della storia perché ho potuto spaziare con la fantasia senza dover distorcere i fatti.

 

D5) Perché la scelta proprio di questo periodo e come è nata questa storia?

Come dicevo, ho iniziato a scrivere molto presto e le prime idee partorite dalla mia mente erano principalmente delle fiabe, o comunque delle storie che richiamavano ambientazioni fiabesche. “Il boscaiolo” era una di quelle bozze, rimasta per lunghi anni in un cassetto. Un giorno, anche dietro insistenza di mio marito che mi incitava spesso a provare a pubblicare qualcosa, ho ripreso questo abbozzo di fiaba e ho pensato che avrebbe potuto diventare qualcosa di più articolato e intrigante. Pertanto, il primo passaggio che ho compiuto è stato quello di contestualizzare il racconto sia geograficamente che storicamente. Trattandosi di una fiaba, i cui protagonisti erano nobili castellani, il mio primo pensiero è andato immediatamente al periodo medievale che si presta parecchio a questo genere di scritti – oltre ad essere il mio periodo storico preferito – e poiché sono un’appassionata della storia della Sicilia, ho pensato subito di collocarlo geograficamente nell’isola. Solo in un secondo momento ho scelto come preciso momento storico quello del Vespro Siciliano in quanto, a mio avviso, è l’evento medievale più significativo dell’epoca e recava, comunque, degli elementi che combaciavano perfettamente con la storia che intendevo narrare.

 

D6) C’è un aspetto o una parte di essa che ti è piaciuto di più raccontare?

Sarò inguaribilmente romantica, ma i dialoghi tra Lidia e Karl, soprattutto nella parte finale del romanzo, mi hanno catturato totalmente mentre li scrivevo. Ce n’è uno in particolare che ancora mi commuove, quando lo rileggo.

A parte questo, mi è piaciuto moltissimo raccontare le leggende siciliane, anche per la ricerca che ho affrontato per poterle riportare nel testo e che mi ha aperto un mondo che sino a quel momento conoscevo solo superficialmente.

 

D7) Lidia, la protagonista femminile, racchiude in sé elementi di emancipazione femminile ma anche di ritorno alla tradizione (sto pensando al suo scoprire la vera felicità nella vita e nelle mansioni umili svolte nel capanno del boscaiolo). Hai trovato difficile coniugare questi diversi aspetti?

All’inizio un po’ sì, perché non riuscivo a congiungere le due anime della fanciulla. Ma alla fine ho ritenuto che l’aspetto più tradizionalista ben si confacesse alla nobiltà d’animo dimostrato dalla donna nel momento della prova.

 

Federico II di Svevia

 

D8) Durante lo svolgersi della storia, vengono raccontate molte interessanti leggende della terra siciliana. Ne sei appassionata? Puoi dirci qualcosa di più?

Come già detto sono una grande appassionata di storia e leggende della Sicilia, ma devo dire che moltissime le ignoravo prima di intraprendere le ricerche storiche per il romanzo, ed è stata un’esperienza di grande arricchimento venirne a conoscenza. Quello che mi ha colpito tantissimo è ritrovare dei caratteri più generali delle credenze popolari internazionali anche all’interno delle storie locali. Per fare un esempio il personaggio del “pircanti” di cui narro una leggenda nel testo, ha delle caratteristiche che sono in tutto e per tutto simili a quelle del Leprechaun, il folletto della tradizione irlandese simbolo della festa di San Patrizio. Inoltre, quando faccio ricerca mi lascio prendere la mano sui vari collegamenti, quindi sono rimasta molto colpita quando, cercando notizie sugli “scriptoria” ho collegato il monastero di Bobbio al Cattolicesimo celtico e quindi a San Patrizio. Queste cose mi mandano in estasi!

 

D9) Nei capitoli finali c’è un colpo di scena che stupisce e rende la vicenda ancora più originale. Quanta parte di storia c’è in quello che hai raccontato nel libro e quanto, invece, di invenzione narrativa?

Penso che gli elementi storici e quelli inventati si fondano in maniera armoniosa nel testo. La vicenda del Vespro è reale ma, ad esempio, non si sa esattamente come la rivolta si sia espansa nel resto dell’isola partendo dal singolo fatto avvenuto a Palermo. L’ingerenza “da lontano” di Carlo d’Angiò sull’isola è reale e ci sono documenti che testimoniano che ci fossero dei suoi legati, come ad esempio i Provisor Castrorum, che si recavano in Sicilia in sua vece per controllare i feudatari, ma non è dato sapere se i signori si sottomettessero al volere reale o sfuggissero in qualche modo ai controlli. Un altro esempio è dato dal cognome dei protagonisti: gli Ansalone furono in effetti una casata di discendenza Normanna insediatasi nell’isola ma non ci sono molte notizie sui vari rami della famiglia, pertanto mi sono presa la libertà di inventarne uno di sana pianta. Il Feudo di Castelmontalto è un tipico castello dell’epoca, di mia invenzione, ma che ricalca la tipologia delle fortezze fatte costruire da Federico II anche su resti più antichi e che sono andati perduti col tempo in gran numero, purtroppo. La vicenda di Sperlinga è reale, ad esempio; e ho voluto “inviare” Christian a Palermo per aiutare i rivoltosi perché, effettivamente, esiste storicamente un “Ansalone” tra i capi della rivolta ed io l’ho fatto diventare un loro lontano parente. E così via potrei continuare con il Castello di Calatabiano e la sua reggenza, il Monastero dei SS. Pietro e Paolo andato perduto ma non le notizie sull’accoglienza dei monaci e le loro ricchezze agricole e idriche e tante altre notizie storicamente fondate da cui ho attinto per ricamarvi sopra la storia.

 

D10) Quali sono i tuoi progetti futuri?

In cantiere ne ho diversi. Ad esempio, mi è stato chiesto un seguito de “Il boscaiolo” da tutti coloro che hanno amato Lidia e Karl ma soprattutto da un mio professore di Storia medievale che vorrebbe inserire la figura (carissima ad entrambi) di Federico III, Re di Trinacria, un personaggio importantissimo per la storia siciliana ma poco noto. L’idea rimane ma non è quello a cui sto lavorando al momento. Il progetto attuale prevede una storia totalmente nuova ambientata sempre in Sicilia ma in tutt’altro contesto storico, ovvero la fine del XIX secolo, un periodo di grande rinascita culturale ed economica per la città di Catania, che però vede intrufolarsi nella trama un’altra delle mie passioni, ovvero la musica. Anche qui la ricerca mi sta portando via parecchio tempo, anche se ho trovato molto più facilmente quello che mi serviva. Spero che chi ha amato “Il boscaiolo” possa apprezzare comunque nel nuovo romanzo l’elemento chiave che mi spinge a scrivere, ovvero l’amore per la mia terra, che sta alla base di tutto.

Le precedenti tappe del blog tour:

 

Titolo: Il boscaiolo

Autore: Paola Marchese

Editore: Algra

Pagg. 184

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