Ma la Madonna piange veramente? Fatti. Indagini. Evidenze. Risultati.

Intervista allo storico della Chiesa Prof. Pier Luigi Guiducci da parte del Dott. Carlo Màfera.

Nella storia della Chiesa esistono molteplici eventi straordinari che colpiscono i fedeli per le loro caratteristiche. Tra questi, le diverse immagini mariane dalle quali, in modo improvviso, inaspettato, fuoriescono lacrime. Il fenomeno è stato studiato a lungo perché si è ripetuto in più ambienti e nazioni. Ma anche perché è stato messo sotto accusa da quanti ritengono di essere in presenza di una semplice truffa che gioca sulla credulità della gente. Le indagini effettuate, in taluni casi hanno rilevato dei raggiri. In altre situazioni, però, la scienza non ha saputo dare risposta. Si è limitata a constatare la dinamica, a controllare l’interno di statuine raffiguranti immagini religiose, e ad analizzare i liquidi lacrimali. In quest’ultimi casi, nei verbali di pubbliche autorità e di commissioni canoniche, si trovano deposizioni di testimoni (non facili a lasciarsi suggestionare) che forniscono dati-chiave in presenza di dinamiche umanamente non spiegabili. Assolutamente non dolose. A questo punto, mentre la ricerca  scientifica esaurisce i suoi compiti, rimane attivo l’intervento religioso. Le domande base rimangono queste: può piangere la Madonna? Quale significato attribuire  a una lacrimazione? Perché i fatti sono avvenuti proprio in alcuni ambienti? Si possono ipotizzare dei collegamenti con fatti storici? La Chiesa si è espressa sulle lacrimazioni? Abbiamo rivolto tali interrogativi a uno storico della Chiesa, il prof. Pier Luigi Guiducci, autore anche di libri e saggi mariani[1].

 Riportiamo qui di seguito le sue risposte.

 

 

 

Prof. Guiducci, ma la Madonna può piangere?

La Madre di Dio, Assunta in Cielo, si trova in una realtà che la nostra mente umana non può comprendere. Ella vive in Dio. È in Paradiso. Nell’insegnamento della Chiesa, però, non si fa riferimento a una funzione materna conclusa. Maria continua ad essere la Madre della Chiesa (Paolo VI). Per tale motivo, grazie al Suo essere Immacolata, può agire verso i suoi figli in esodo nel ruolo di Ausiliatrice. In tale azione di misericordia, dipendente dall’Amore di Dio, la Vergine può usare vari modi per farsi “prossimo”. I mistici hanno raccontato diversi episodi in merito (incluso san Pio da Pietrelcina). Pure il lacrimare è segno di un messaggio. Il punto chiave rimane uno: capire esattamente quello che la Madonna intende comunicare.

 

Secondo i critici il fatto della Madonna che piange è una storiella per creduloni. Una bufala per far soldi. Non è un avvenimento reale …  

Non tutte le lacrimazioni possono rivelarsi autentiche. Bisogna esaminare situazione per situazione. La maggior parte degli avvenimenti non ha mai avuto l’avallo della Chiesa. In alcuni casi, però, emergono dinamiche con taluni aspetti non marginali …

 

Un esempio …

Pensi ai fatti di La Salette-Fallavaux (un villaggio francese[2]). Il 19 settembre 1846, Mélanie Calvat (15enne) e Pierre Maximin Giraud (11enne), mentre sorvegliavano delle mucche, si accorgono della presenza di una bella Signora …

 

L’apparizione ha delle caratteristiche?

Sì. Ci sono tre momenti.

1] La Donna appare in una luce risplendente. Vestita in una foggia straniera. Seduta su una roccia. Piange. Con la testa tra le mani.

2] La Signora si alza. Parla ai due ragazzi in francese e nel dialetto locale. Si lamenta per i peccati dell’umanità. Quest’ultimi comportano l’eterno allontanamento da Dio. Annuncia la Divina Misericordia per chi si converte.

3] Trasmette ai veggenti un messaggio, e – a ciascuno di loro – un segreto. I ragazzi, ognuno per proprio conto, scrivono poi a Pio IX (luglio 1851). Lo informano in dettaglio. Gli originali dei due messaggi sono stati ritrovati nel 1999 presso l’archivio della Congregazione per la Dottrina della fede. Il ricercatore che li ha studiati (il sacerdote Michel Corteville) stava preparando la tesi di laurea su La Salette.
[3]

 

La vicenda ebbe un seguito?

Il racconto dei due ragazzi si diffuse in tutto l’abitato. Arrivò al vescovo di Grenoble, mons. Philibert de Bruillard[4]. Seguirono interrogatori (sacerdoti, un giudice di pace, il vescovo …).  Iniziò un movimento di preghiera (pellegrinaggi). Avvenne poi una prima guarigione miracolosa (suor Claire Peirron). Altre furono segnalate. Il 7 luglio del 1847 il vescovo affidò un’indagine a due canonici. Si passò in seguito (novembre 1847) a una commissione d’inchiesta (16 esperti; presiede il vescovo). Il dossier arrivò alla fine a Pio IX (agosto 1848).

 

Statua della Madonna de la Salette

 

I veggenti di La Salette: Maximin e Mélanie

 

Un iter tranquillo ..

Non del tutto. Alcuni ecclesiastici e alti prelati espressero riserve su aspetti dell’apparizione.

 

Quali?

Nella commissione diocesana d’inchiesta, quando si arrivò al voto, 12 dei 16 membri sostennero l’autenticità dell’apparizione. Tre di questi dodici, André Berthier (vicario generale), H. Genevey (arciprete di San Luigi) e J.-H. de Lemps (parroco di Sant’Andrea) avevano dubbi sulla verità di alcuni elementi dell’apparizione. Jean-Pierre Cartellier (arciprete di San Giuseppe) sostenne che l’apparizione non era autentica. Cartellier ricevette un supporto dal cardinale Louis-Jacques-Maurice de Bonald (1787-1870; arcivescovo di Lione) …

 

San Giovanni Maria Vianney[5] si mostrò comunque favorevole …

Sì. Il curato d’Ars ebbe modo di parlare con Maximin Giraud nel 1850. Dopo un’iniziale perplessità si convinse sull’autenticità della testimonianza.

 

Come si concluse la vicenda?

Il 19 luglio del 1851, quinto anniversario dell’evento, il vescovo de Bruillard dichiarò autentica l’apparizione. Lo fece attraverso una Lettera pastorale dal titolo Notre Dame de la Salette. La traduzione della Lettera venne pubblicata sull’ “Osservatore Romano” (4 giugno 1852).

 

Prof. Guiducci, esiste un episodio di lacrimazione di effigi mariane che la Chiesa italiana ha riconosciuto?

Sì. Quello di Siracusa.

 

Può ricordare il fatto principale?

Dal 29 agosto 1953 fino al 1° settembre dello stesso anno, nell’abitazione dei coniugi Iannuso[6], si verificò in modo  improvviso una lacrimazione. Proveniva dal volto di una Madonna inserito in un piccolo quadro. L’immagine raffigura il Cuore Immacolato di Maria. La signora Iannuso era incinta.

 

Che avvenne in seguito? Furono effettuati accertamenti?

Sì. Venne istituita una commissione scientifica. A presiederla fu chiamato il dott. Michele Cassola (ateo). Dopo un prelievo del liquido lacrimale, e un esame dello stesso quadretto, la commissione concluse (9 settembre 1953): lacrime di tipo umano. Il fenomeno non si può spiegare.

 

La lacrimazione fu anche filmata …

Sì. Un cineamatore di Siracusa (Nicola Guarino) riuscì a filmare una lacrimazione. Esistono anche  altre riprese.

 

La Chiesa si pronunciò?

Sì. L’Episcopato siciliano (13 dicembre 1953) si dichiarò a favore della lacrimazione. Maria era intervenuta con un segno straordinario. Sul fatto la cronaca riporta omelie del venerabile Pio XII (17 ottobre 1954) e di san Giovanni Paolo II (6 novembre 1994).

 

Ci sono state contestazioni?

Sì. Luigi Garlaschelli (nato nel 1950), membro del comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, riuscì a riprodurre la lacrimazione imbevendo una statua di materiale poroso in un liquido salino. Alla statua (poi smaltata), erano stati praticati dei fori all’altezza degli occhi. L’esperimento risultò però debole …

 

I coniugi Iannuso tengono in mano l’effige della Madonna dal cui volto sono sgorgate delle lacrime.

 

Dopo la notizia della lacrimazione, gli abitanti di Siracusa accorrono presso la modesta casa Iannuso
in via degli orti di S. Giorgio a Siracusa.

 

Perché?

L’effigie posizionata in casa Iannuso non presentava nessun foro all’altezza degli occhi (quattro dottori lo confermarono).

 

Dove si trova attualmente il piccolo quadro?

A Siracusa. Nel santuario della Madonna delle Lacrime. Inaugurato il 6 novembre del 1994.

 

Al di fuori dell’Italia esiste una vicenda di lacrimazione riconosciuta dalla Chiesa?

Sì. In Giappone. Dal 1973, si verificarono dei fatti particolari ad Akita (diocesi di Niigata). Si tratta di una località posta nella parte settentrionale dell’isola di Honshū.

 

Può riassumere la storia …

Il 12 giugno del 1973, una religiosa giapponese, suor Agnese Katsuko Sasagawa[7], delle Suore Serve dell’Eucarestia, vide un’intensa luce provenire dal tabernacolo della chiesa del suo convento. Notò anche  degli angeli in adorazione. Il 28 giugno una stigmata (a forma di croce) comparve  sulla mano sinistra della suora. Il 6 luglio ci fu la prima di tre apparizioni mariane (con messaggi).

 

E le lacrimazioni?

Si verificarono tra il 4 gennaio 1975 e il 15 settembre 1981. La religiosa ebbe modo di assistere a molteplici (101) lacrimazioni, anche di sangue, di una statua della Madonna.[8]

 

Su questa vicenda ci sono testimoni?

Oltre cinquecento persone. Lo stesso vescovo di Niigata, mons. John Shojiro Ito[9], poté osservare da vicino il fenomeno della lacrimazione.

 

Suor Agnese Katsuko Sasagawa

 

 

Nostra Signora di Akita

 

 

Quale fu il comportamento del vescovo diocesano?

Mons. Shojiro Ito fece analizzare il liquido lacrimale e le gocce di sangue dalla facoltà di medicina di Akita. Quest’ultima, ne dichiarò la natura umana.

 

Esistono ulteriori episodi collegati ai fatti di Akita?

Sì. Nel 1981 una donna coreana, la signora Chun, fu guarita in modo immediato da un tumore al cervello in fase terminale mentre era in preghiera davanti alla statua. A seguito di tale miracolo la Chiesa cattolica, per voce di monsignor John Sojiro Ito, vescovo di Niigata, autorizzò il culto di “Nostra Signora di Akita”.

 

Gli organismi vaticani adottarono una posizione?

Nel 1988, l’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger (divenuto in seguito Papa Benedetto XVI[10]), espresse un giudizio. Affermò che la  vicenda era attendibile e degna di fede.[11]

 

Prof. Guiducci, esistono altri fenomeni di lacrimazione che vuole evidenziare?

Sì. Ricordo ad esempio i fatti avvenuti nel 1995 a Pantano. Si tratta di una località  rurale a dieci   chilometri da Civitavecchia, in provincia di Roma.

 

Può riassumere i dati essenziali?

Ci spostiamo al periodo che va dal 2 febbraio al 15 marzo del 1995. Dagli occhi di  una piccola statua di gesso (alta 42 cm), raffigurante la Madonna, fuoriescono più volte lacrime di sangue. Tale oggetto devozionale, acquistato a Medjugorje nel 1994, era posizionata nel giardino di casa della famiglia Gregori.

 

La Madonna di Civitavecchia

 

Dove avvenne la prima lacrimazione?

Nel giardino della famiglia Gregori (in località Pantano). Il fenomeno venne osservato per la prima volta  da Jessica Gregori che all’epoca aveva cinque anni.

 

Ai fatti legati alla lacrimazione furono presenti testimoni?

Si calcola almeno una cinquantina di persone. Tra queste si ricordano: i membri della famiglia Gregori (Fabio, la moglie Annamaria Accorsi e i loro figli, Jessica e Davide), vari abitanti di Civitavecchia, alcuni fotografi, dei giornalisti (es. Massimiliano Marasco, del “Messaggero”), agenti della Polizia Municipale (es. il dirigente Giancarlo Mori) e della Polizia di Stato (es. il sovraintendente Mirko Loi), il vescovo mons. Girolamo Grillo[12]

 

Il dirigente Mori attestò fatti significativi …

Sì. Raccontò in una intervista: “(…) Stavo conversando con un collaboratore, quando un agente della Questura ha richiamato la mia attenzione: “Il fenomeno” ci disse “si sta ripetendo”. Mi sono avvicinato e proprio in quel momento il viso della Madonna incominciava ad arrossarsi. Nello spazio sotto gli occhi, per una superficie che sarà stata di uno, due millimetri quadrati, si andava manifestando una coloritura rosso vivo. C’era del liquido che, nel giro di quindici minuti, tempo in cui aveva preso consistenza, incominciò a colare”.[13]

 

Venne attivata un’analisi scientifica?

Sì. I dottori Umberto Natalini e Graziano Marsili eseguirono il primo esame sul liquido lacrimato. La statuina era ancora posizionata nel giardino della famiglia Gregori. Risultò sangue umano. Una nuova analisi venne condotta dai professori Angelo Fiori (“policlinico Gemelli”) e Giancarlo Umani Ronchi (ordinario di Medicina Legale, Università ‘La Sapienza’ di Roma). Il 28 febbraio del 1995  furono resi noiti i risultati.

  1. Si trattava di sangue umano maschile (XY); 2. dall’esame radiologico della statuina non risultavano al suo interno strutture o apparecchiature o cavità. Era escluso ogni trucco interno.

 

Altre ricerche vennero effettuate?

Si attivò il dott. Aldo Spinella della CRIMINALPOL (sezione indagini biologiche). L’indagine confermò le precedenti analisi. Fu individuato anche il DNA mitocondriale. Presentava caratteristiche maschili. A questo punto era necessario eseguire un confronto tra il DNA trovato e quello dei componenti maschili della famiglia Gregori. Il test sui Gregori non venne eseguito.

 

Le lacrime della Madonnina di Pantano e Jessica Gregori (fu la prima a vedere le lacrime di sangue, all’epoca dei fatti aveva cinque anni).

 

Per quale motivo?

Fiori e Ronchi sostennero la tesi che una comparazione non avrebbe fornito chiarimenti. Fiori ha affermò che il DNA serve a dimostrare compatibilità o incompatibilità con chi ha a che fare con la statuina. Non si parla di certezza assoluta; il compatibile può essere solo indiziato. Di conseguenza una comparazione non avrebbe risolto niente [rif. sessione commissione teologica,  14 ottobre 1995].

Ronchi asserì che le indagini non erano state estese a tutto lo scibile del DNA, per cui una comparazione non avrebbe dato certezze [rif. sessione commissione teologica,  9 marzo 1996).

Per la serietà delle indagini, circa la comparazione del DNA, sarebbe stato necessario coinvolgere più persone. Prima di tutto Fabio Gregori. Tuttavia, occorre osservare che quest’ultimo  fu presente solo a tre lacrimazioni (sulle quattordici indicate dai testimoni).

Inoltre, il DNA avrebbe dovuto essere richiesto a tutti gli altri uomini che avevano assistito alle lacrimazioni, incluso il parroco, il vescovo e sei poliziotti che fornirono la loro testimonianza alla magistratura. In definitiva, a descrivere gli eventi era stati 22 uomini. Per un fatto di serietà  sarebbe stato necessario procedere ad una indagine comparativa del DNA di questi soggetti.

 

Occorre quindi spiegare meglio la questione del DNA …

Sì. Con riferimento al DNA è utile un chiarimento. Un conto è la compatibilità del sangue, e un conto è l’identità del sangue. 1] Per procedere alla compatibilità potrebbe essere sufficiente un numero anche limitato di polimorfismi, ma non proverebbe niente, e sarebbe inoltre pericoloso, perché si potrebbe prestare a delle false strumentalizzazioni. 2] Per procedere all’identità è necessario individuare un numero elevato di elementi, ciò che non è stato né è più possibile.

 

Le analisi fatte effettuare dalla magistratura non sono state utili?

Queste analisi si sono limitate a isolare solo cinque polimorfismi [per accertare che le tracce ematiche presenti sul volto della statuina appartengono tutte allo stesso gruppo] quando ce ne vorrebbero almeno 25 per procedere ad una seria comparazione.

Inoltre, i cinque polimorfismi isolati sono comuni alla stragrande maggioranza della popolazione. Quindi, tutto sarebbe stato inutile.

Ciò è confermato anche dalla relazione del dott. Spinella alla Procura della Repubblica. Nel testo, tra l’altro, si legge: “Sono stati analizzati nr. 5 polimorfismi nucleari…”. E si aggiunge: “Si fa presente che i polimorfismi riscontrati sono identici sia per la traccia destra che per quella sinistra, e sono rilevabili nella popolazione in generale” [rapporto dott.  Spinella, datato Roma 14 aprile 1995]. Se i polimorfismi ricavati sono rilevabili nella popolazione in generale, ogni comparazione sarebbe stata non attendibile.

 

Nelle vicenda di Pantano è avvenuta pure una denuncia …

Sì. Venne presentata dal CODACONS[14] e dall’associazione di Cagliari ‘Telefono Antiplagio’.  La Procura della Repubblica dovette aprire un’indagine. I reati ipotizzati furono  di associazione a delinquere, truffa e abuso della credulità popolare. A questo punto, però, una TAC eseguita dal  prof. Maurizio Vincenzoni[15] (policlinico ‘Gemelli’, Roma, 10 febbraio 1995) escluse la presenza di marchingegni o altre anomalie all’interno della statuetta (risultata integra, solida, priva di orifizi).

 

Fu ordinata anche una perquisizione …

L’8 marzo del 1995 venne perquisita l’abitazione della famiglia Gregori. Seguì un avviso di garanzia per Fabio Gregori. Ci furono poi numerosi interrogatori (iniziando dal 14 marzo del 1995). Intercettazioni telefoniche. Non emerse nulla.

 

Si arrivò al sequestro della statuina …

Sì. Il 6 aprile 1995 ci fu  il sequestro preventivo della madonnina.[16] La statuetta  venne riconsegnata pochi giorni dopo. Dopo cinque anni di indagini la Procura chiese l’archiviazione del caso (7 giugno 2000). CODACONS e ‘Telefono Antiplagio’ si opposero. Il procedimento proseguì. Con decreto del 16 ottobre 2000 il processo è stato definitivamente archiviato (l’atto finale di archiviazione è firmato dal giudice dott. Carmine Castaldo e depositato in Cancelleria lo stesso giorno).

 

Quali passi mosse la gerarchia cattolica?

L’Ordinario del luogo, mons. Grillo,  istituì una commissione d’inchiesta (19 aprile 1995) per approfondire i fatti di Pantano. Vi lavorarono  undici esperti. I lavori si conclusero il 22 novembre del  1996. Fu dichiarata l’assenza di problemi sulla verità del fatto. Sull’interpretazione dell’avvenimento i singoli pareri  rimasero articolati.

 

In che senso?

Per uno dei membri non sussistevano argomenti per sostenere un intervento soprannaturale. Tre esperti esclusero trucco, frode e manomissione di statua ma si astennero dal pronunciare un giudizio in materia di soprannaturalità. Sette componenti della commissione manifestarono parere favorevole alla soprannaturalità del fatto.

 

Mons. Girolamo Grillo.

 

Alla fine il dossier arrivò in Vaticano …

Sì. Il  fascicolo venne consegnato alla Congregazione per la dottrina della fede (27 ottobre 1997). A tuttoggi non si registrano pronunciamenti ufficiali.

 

Ritiene ciò una sconfessione?

No, fu una linea di prudenza. Anche in altre vicende simili  la Chiesa non si è pronunciata. Però, ha incoraggiato  dei percorsi di preghiera e di partecipazione alla vita sacramentale. Penso, ad esempio, alla “Madonna delle Tre Fontane” a Roma (la “Vergine della Rivelazione”; 1947). Pure nella vicenda di Pantano l’autorità ecclesiastica non si è opposta a collocare la statuetta della Madonnina all’interno di una chiesa. In altri termini: ciò che è importante è ricondurre ogni realtà umana verso un cristocentrismo.[17]

 

Prof. Guiducci, nel 2020 è avvenuto un ulteriore episodio. Nella trasmissione “Porta a porta” il signor Ivano Alfano ha rilasciato una dichiarazione. Ha detto che il 2 febbraio 1995 fu lui ad aver sporcato di sangue la statuina di Pantano. Si era tagliato con il filo del gas della sua moto, e aveva accarezzato l’effigie. In tal modo la sporcò … 

Questo racconto rimane debole perché non vi fu una sola lacrimazione ma quattordici. Esiste poi la replica del padre Flavio Ubodi.[18] Questo teologo cappuccino fu vicepresidente della Commissione diocesana incaricata del caso, nel 1995, dal vescovo di Civitavecchia, mons. Grillo. 

 

Su che punti insiste padre Ubodi?

Fin dal principio del racconto di Alfano emergono, secondo Ubodi, “dei fattori eclatanti che proprio non quadrano: se avevano fame[19], è curioso che i due escursionisti abbiano lasciato la moto nell’ estrema periferia di Civitavecchia; sulla via Fontanatetta, poi, un rettilineo lungo un paio di chilometri in cui ancora oggi, ma era peggio allora, ci sono pochissime abitazioni circondate dai campi, con un’unica trattoria e un servizio di generi alimentari presso la parrocchia. Inoltre, non si capisce come il signor Alfano abbia potuto vedere la Madonnina senza aver violato la proprietà privata, dal momento che la grotta era assolutamente nascosta alla vista dalle siepi del giardino e, per di più, era e rimane rivolta sull’ingresso della casa, cioè nel verso opposto di chi guarda dalla strada”.[20]

 

Alla luce di quello che è stato detto finora, si possono trarre delle considerazioni di sintesi …

Sulla Madonna che piange, sulle lacrimazioni di statuine, et al. si è sviluppato nel tempo un dibattito così articolato che il risultato finale è stato quello di non favorire chiarezza. Molti fedeli sono rimasti disorientati. Mi sembra quindi utile individuare alcune idee-chiave.

 

Dica …

1] La Chiesa è sempre stata contro tutto ciò che è truffa, inganno, speculazione. Per questo motivo, il contributo di organismi finalizzati a individuare irregolarità è il benvenuto. Esistono molti aspetti importanti su cui si può svolgere un comune lavoro.

2] La cautela della Chiesa non è legata a incertezza, a prese di distanza, a un voler far decantare l’entusiasmo popolare. È mirata, piuttosto, a verificare l’esistenza di un reale collegamento tra il fatto in sé e il possibile “messaggio” mariano.

3] Il messaggio mariano, se esiste, non è un qualcosa di “autonomo”, di separato dal Disegno di Dio. In altri termini, l’azione della Vergine Maria non è un’iniziativa “personale”. Il suo intervento, pur segnato da un afflato materno, è sempre espressione della volontà divina. La Chiesa, quindi, si pone interrogativi con riferimento a “questa” volontà. Per tale motivo, la Parola di Dio rimane il riferimento-base.
4] Esistono, inoltre, delle situazioni che complicano le cose. Non si tratta né delle indagini di una Procura, né di quelle dei laboratori di analisi di un policlinico, ma di tutte quelle persone (ecclesiastici e non) che s’intersecano nell’intera dinamica, e che alterano (volutamente o involontariamente alcuni dati mentre sono in corso fasi di ricerca.

Ad esempio, nei fatti di La Salette (cit.), si è molto discusso sul testo autentico del messaggio perché ci si è accorti che esistevano trascrizioni diverse mirate talvolta ad attenuare alcune affermazioni “forti” (ad esempio: espressioni di riprovazione verso alcuni sacerdoti da parte della Madonna).
Anche nelle commissioni d’inchiesta promosse dalle curie vescovili, si possono trovare talvolta dei confronti non sereni tra periti che non aiutano a raggiungere la verità.

5] Esiste poi una ricerca storica che ha aiutato a collocare determinati episodi in contesti significativi. Lei pensi che i fatti della Salette avvengono nel 1846. Quelli di Siracusa nel 1953. Quelli di Akita dal 1973. Quelli di Pantano nel 1995…

 

Lei vuol dire che si individua un rapporto tra il fenomeno mariano e il contesto storico …

Mi sembra di sì. Nel periodo dei fatti de La Salette (1846), avvengono localmente carestie ed epidemie. E aumenta la mortalità infantile. Nel frattempo, nel mondo, molte situazioni precipitano. Si pensi alle politiche espansionistiche. Al colonialismo e alle sue violenze. Alle guerre (prima e seconda guerra dell’oppio; Inghilterra/Afghanistan; Messico/USA; et al.). Il messaggio di Maria invita

alla fraternità. All’aiuto reciproco. Quando ciò non avviene, la conflittualità dilacera il tessuto sociale. Ed estende i drammi, le sofferenze.

Nel periodo della lacrimazione a Siracusa (1953), avviene il conflitto di Corea; nel poligono di Semipalatinsk (Unione Sovietica) esplode la prima bomba atomica “mista” a fissione-fusione, venti volte più potente di quella sganciata ad Hiroshima; in Ungheria è repressa la rivolta anti-comunista; si estende la guerra fredda tra USA e URSS (1953-1962) …

Nel periodo degli avvenimenti di Akita (1973), si verificano scandali di particolare gravità; colpi di Stato; dittature militari; guerre (in Medio Oriente); si estende il conflitto irlandese; in Italia gli anni Settanta sono definiti “di piombo” per i crimini che si verificano …

Nel periodo delle lacrimazioni avvenute a Pantano (1995), i fanatici giapponesi della setta “Sublime verità” liberano gas nervino nella metropolitana di Tokyo (morti e feriti); si sviluppa la prima guerra cecena; un gruppo neo-nazista USA distrugge con un’autobomba la sede FBI di Oklahoma City; guerra civile in Sri Lanka; in Jugoslavia, militari serbo-bosniaci entrano nell’enclave di Srebrenica, deportano e trucidano circa settemila bosniaci musulmani (è il c.d. massacro di Srebrenica)…

 

Tutto questo che significa?

Vuol dire che non scoppia la pace. Gli squilibri generano conflitti. E quest’ultimi aprono a violenze di ogni tipo. E allora l’umanità conosce un messaggio particolare della Madonna: il pianto.  A Parigi, nel 1830, la Vergine Maria, apparendo a suor Catherine Labouré nella cappella in rue du Bac, si mostrò anche in pianto. A Lourdes, nel 1858, Bernadette Soubirous vide il volto della Madonna segnato da lacrime. E la sentì dire: “Penitenza! Penitenza! Penitenza!”. A Fatima, nel 1917, in un’apparizione, Nostra Signora, dopo aver chiesto ai tre pastorelli di offrire sacrifici e preghiuere per riparare le offese che si fanno a Gesù e per la conversione dei peccatori, mostrò un volto molto triste, con lacrime.

 

Si può quindi individuare un unico filo rosso che collega tutte le lacrimazioni …

A mio avviso, sì. Le lacrime che sgorgano da volti di madonnine – nei fatti riconosciuti dalla Chiesa – conducono sempre in direzione di un medesimo messaggio. In pratica:  se vince l’io guerriero (nei singoli, nei gruppi, nelle nazioni, negli organismi internazionali …) l’esito finale sarà sempre un disastro. E le sofferenze si riveleranno immani. Tornare a Dio, a questo punto, significa avvicinarsi al centro di un equilibrio che unisce cielo e terra. Nel riconoscimento di un Assoluto, si può ricominciare a costruire delle reti di prossimità, e a cancellare il principio dell’auto-salvezza.

 

Alcune indicazioni bibliografiche

AA.VV., Il pianto di Maria. La lacrimazione di Siracusa  tra storia e fede, Città Nuova, Roma 2003. G. Batini, E. Guarnieri, Il pianto della Madonna, Bonechi, Firenze 1995. I. Corona, Akita. Le apparizioni della Madonna a Suor Agnese Sasagawa, Edizioni Segno, Udine 2015. G. Grillo, Rapporto su Civitavecchia, Progetto editoriale Mariano, Padova 1997. M.T. Ranieli, Il sangue del cuore. Le lacrimazioni di sangue di Maria Santissima, Ancilla, Conegliano 2016. A.M. Tavanti, La Madonna piange per noi, Edizioni Segno, Udine 2018. A. Tornielli, Quando la Madonna piange. Veggenti, guaritori, apparizioni, Mondadori, Milano 1995.

[1]  Tra i suoi testi: “Chiamarti Madre” (Ediz. La Roccia, Pro Sanctitate, 1985), “Ciao Mamma!” (LDC, 1986), “Maria dentro la storia” (LDC, 1987), “Camminare con Lei” (LDC, 1989), studi di mariologia pubblicati per undici anni sulla rivista “Maria Ausiliatrice” (Salesiani, Torino), “Quando la Paleografia viene in soccorso alla Storia e alla Teologia: “Sub Tuum Praesidium”: la più antica preghiera mariana”, in: ‘San Paolino’s voice” (sito web), “L’orientamento pedagogico  in alcuni canti mariani popolari tra Settecento e Ottocento”, in: ‘Storie di Storia’, 2021 (sito web), et al..

[2] La Salette-Fallavaux è un comune francese di 73 abitanti situato nel dipartimento dell’Isère della regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi.

[3] Cf anche:  R. Laurentin – M.  Corteville, Découverte du secret de La Salette, Fayard, Paris 2002.

[4] Mons. Philibert de Bruillard (1765-1860). Vescovo di Grenoble.

[5] Sac. Giovanni Maria Vianney (1786-1859;  Santo). Fu curato ad Ars-sur-Formans (Francia). 

[6] Angelo Iannuso e Antonina Lucia Giusti. Il loro matrimonio fu celebrato il 21 marzo del 1953.

[7] Suor Agnese Katsuko Sasagawa  (nata il 28 maggio del 1931).

[8] Realizzata in legno dallo scultore buddista M. Saburo Wakasa.

[9] Mons. John Shojiro Ito (1909-1993).

[10] Joseph Aloisius Ratzinger (nato nel 1927). Il suo pontificato (Benedetto XVI) è durato  dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013.

[11] R. Laurentin, P. Sbalchiero, Dizionario delle”apparizioni” della Vergine Maria, Edizioni Art, Roma 2010, p. 826.

[12] Mons. Girolamo Grillo (1930-2016).

[13] Cit. in: R. Caniato, La Madonna si fa la strada, Ares, Milano 2005, pp. 42-43.

[14]  Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori.

[15]  Prof. Maurizio Vincenzoni (deceduto nel 2010).

[16] Ai sensi dell’articolo 321 del codice di procedura penale.

[17] Sulla vicenda di Pantano cf anche: F. Ubodi,  Civitavecchia 25 anni con Maria, ARES, Milano 2020.

[18] Padre Flavio Ubodi, frate cappuccino, ex Provinciale della Provincia romana dei Frati Minori Cappuccini, è nato nel 1944 a Torre Cajetani (FR).

[19] Alfano e la sua compagna.

[20]  R. Caniato, Madonnina di Civitavecchia, Porta a porta: è vero scoop?, in: ‘Famiglia Cristiana.it’, 17 marzo 2020.

 

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